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Champions League

La Final Eight della Champions League 2019/20 potrebbe aprire al nuovo format

In 90′ può succedere di tutto, c’è più thrilling, ha spiegato Rummenigge durante un’intervista a Kicker

Le nuove regole applicate al calcio a causa dell’emergenza Covid, potrebbero lasciare il segno. Già le cinque sostituzioni possibili, in luogo delle tre per regolamento, saranno una realtà anche nel prossimo campionato, che si prevede molto intenso per le troppe date ravvicinate: un campionato che partirà in ritardo, che chiuderà presto per gli Europei con sei partite infrasettimanali e per tante squadre gli impegni di Coppe Europee cui si aggiungono quelli di Coppa Italia. Le cinque sostituzioni sono state dunque confermate mentre si ragiona sulla possibilità di prendere a modello la formula concepita per la Final Eight della Champions League attualmente in corso.

«Una riforma ci sarà: e vedrete, l’effetto dell’eliminazione diretta sarà come una bomba, per i tifosi». Ha parlato così Karl Heinz Rummenigge, presidente del Bayern Monaco, a proposito della formula con la quale è stata concepita l’inedita Final Eight della Champions League 2019/20.

Calcio e Finanza, chiarisce che sulla base del nuovo format ideato dalla UEFA per adattarsi all’emergenza Coronavirus, Rummenigge prefigura una ristrutturazione della Champions League che prenda a modello la fase finale al via domani in Portogallo.

«Una riforma ci sarà, vedrete. La modalità di questa Final Eight avrà effetti clamorosi sui tifosi. In una sfida andata e ritorno, vince sempre la più forte. Ma in 90′ può succedere di tutto, c’è più thrilling», ha spiegato durante un’intervista a Kicker.

Rummenigge ha rivelato che la UEFA aveva ipotizzato una “settimana del calcio” con una finale a quattro tutta in una città, prima dell’emergenza Covid, «ma l’idea era stata accantonata». Ora che si torna a parlare di riformare le coppe dal 2024, «dovremo tener conto di questa formula, del fatto che il pubblico non cade dalla sedia per la fase a gironi, e che bisognerebbe mettere più carne al fuoco nell’eliminazione diretta».

La riforma della Champions «è in mano all’UEFA, che vuole coinvolgere ECA e Leghe nazionali, ma non credo si possa rispettare la scadenza di novembre per definire un nuovo format: meglio decidere senza pressione. In ogni caso io sono per la qualità delle partite, non per la quantità».

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