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La FIGC certifica la crisi della classe arbitrale e propone il challenge

Si tenterà la sperimentazione il prossimo anno, intanto la FIGC impone l’uso del VAR

Non poteva ancora tacere la FIGC dopo le ultime disastrose contrastanti interpretazioni di alcuni arbitri che hanno condizionato il risultato di talune partite. E neanche la telefonata del Presidente del Napoli al presidente della Federcalcio Gabriele Gravina poteva essere ignorata. Così la Figc ha diramato una nota ufficiale dopo aver ricordato che l’Italia è stata uno dei primi Paesi al mondo a sperimentare la tecnologia nel calcio: “Oggi, animata dallo stesso desiderio di innovare e con il medesimo spirito di servizio dell’epoca, la FIGC si è fatta interprete delle richieste pervenute nelle ultime settimane da numerose Società di Serie A ed ha anticipato informalmente alla FIFA la propria disponibilità a sperimentare l’utilizzo del challenge (la chiamata all’on field review da parte delle squadre), nei tempi e nei modi che l’Ifab eventualmente stabilirà.”   Ed anche Il Presidente Gabriele Gravina, inoltre, ha condiviso con il designatore della Can A Nicola Rizzoli l’esigenza, già trasferita ai direttori di gara, di intensificare il ricorso all’on field review nei casi controversi che rientrano nell’ambito del protocollo internazionale. Ciò al fine di non alimentare polemiche strumentali che intacchino l’immagine del nostro campionato, che si appresta ad entrare nella fase cruciale della stagione”.

Dunque la FIGC accoglie le sollecitazioni dopo tanti arbitraggi infelici e tenta di avviare la sperimentazione dal prossimo campionato. Intanto, in accordo con il designatore degli arbitri, chiede di intensificare l’uso della moviola.
Sulla questione è intervenuto il presidente dell’Assoallenatori Renzo Ulivieri a ‘Punto Nuovo Sport Show’ su Radio Punto Nuovo che ha dichiarato: “Bisognerà vedere come inciderà sulla gara il challenge, bisognerà sperimentarlo. Come idea, in linea generale, sono favorevole. Se dovessimo arrivare al 100% senza errori, è impensabile”. E anche il difensore del Napoli Giovanni Di Lorenzo si dichiara favorevole: “Potrebbe essere una buona soluzione. Noi quest’anno siamo stati un po’ sorpresi in campo perché l’arbitro non è andato a controllare. Le situazioni controverse vanno sempre riviste. Utilizzare il ‘Challenge’ come nel tennis mi sembra giusto”.
Diversamente, Gian Piero Gasperini mostra molte perplessità: “Se ce lo concedono, questo Var a chiamata, ne farò uso come gli altri, ma sono contrario. Mi sembra una caciara, ci sono già interruzioni lunghe: cosa fanno, mettono a disposizione una moviola per ogni panchina?”

Se ne parla ora, se ne parlerà forse in seguito ma al momento “la caciara” di cui parla Gasperini è da attribuire alle libere interpretazioni di un regolamento a elastico sia riguardo la decisione di un arbitro, libero di andare o non andare a visionare dopo una segnalazione; sia la interpretazione di questi benedetti-maledetti tocchi di mano in area. Confrontando il comportamento di Giua in Napoli-Lecce e Calvarese in Inter-Napoli che non hanno ritenuto di accertare i falli alla moviola, con quello di Valeri, in Milan-Juventus che viceversa ha ”visto”, risultano comunque tre errori di valutazione o di differenza di valutazione: con o senza VAR. Quindi, si dovrebbe far chiarezza dapprima sulla libertà di rifiutare la visione; poi la definizione di fallo di mano in area.
Sembra per ora prematuro parlare di challenge se non si chiariscono prima le ragioni essenziali del contendere, ma soprattutto, quando una squadra di Club manca molti degli obiettivi, si cambia allenatore e preparazione atletica. E il Club degli arbitri non dovrebbero sottrarsi a questa sana pratica.

(foto napolipiù.com)
                                                                                                                                           Diana Miraglia

Giornalista.

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