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Kvaratskhelia:”Spalletti mi ha detto che voleva lavorare con me e io ho pensato di voler lavorare con lui”

Ora mi sento pronto per il grande salto, Miranchuk, mi ha spiegato quanto sia duro il lavoro fatto in allenamento in Serie A

Manca poco più di una settimana e il Napoli partirà per Dimaro dove l’attesa per conoscere Khvicha Kvaratskhelia, è percepibile tra i tifosi del Napoli che nei mesi scorsi  hanno accolto la notizia del suo arrivo con un certo scetticismo. Solito copione di chi è in cerca del “nome” proprio in una città che ha visto crescere negli ultimi 15 anni i più grandi attaccanti.

Il Napoli guarda avanti con lungimiranza e Kvaratskhelia potrebbe nel giro di due anni diventare l’oggetto dei desideri dei grandi club. Al momento basti sapere che il georgiano oggi sarebbe un giocatore della Juventus se Paratici non fosse andato via e se il Milan non avesse perso tempo nelle valutazion come ha dichiarato l’agente Mamuka Jugeli.

Anche per lui si apre un mondo nuovo nel quale vuole entrare in punta di piedi e così si è raccontato a pochi giorni dal suo arrivo in Italia in una intervista in Georgia con il noto insider Nobel Arustamyan : “Ho parlato con Spalletti, mi ha detto che voleva lavorare con me e io ho pensato di voler lavorare con lui. Dopo quelle parole ho deciso di firmare per il Napoli”. Ed ora?  “Ora mi sento pronto per il grande salto. Il numero? Non so se indosserò la maglia 77 o la 18, non ho ancora deciso. So di non poter prendere la 10 perché è solo di Maradona. Con chi vorrei giocare? Koulibaly è un gran calciatore. Il mio calciatore preferito è stato Giorgi Kinkladze, era un gran talento che il calcio georgiano non ha saputo sfruttare.

Quando è scoppiata la guerra c’era paura da parte di tutti. Da parte mia, della mia famiglia. Ho parlato con i compagni e mi hanno detto di scegliere il meglio per me, la vita era la cosa più importante, non potevo restare in Russia ma ho onorato la maglia del Rubin fino alla fine perché loro hanno fatto tanto per me.

Dopo l’addio al Rubin ero con la nazionale, il mio agente mi ha chiamato dall’Italia e mi ha detto delle offerte che c’erano. Non è stato facile per me, bisogna sempre scegliere la squadra migliore per te. A volte – si legge su Gianlucadimarzio.com – ci sono squadre forti che però poi non sono quelle giuste per il tuo futuro. Ho avuto modo di parlare con Miranchuk, mi ha spiegato quanto sia duro il lavoro fatto in allenamento in Serie A”.

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