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Editoriale

Kvara, Olivera, Kim e il mercato è ancora in divenire

In casa Napoli si sta vivendo la rifondazione e Luciano Spalletti sta lavorando sull’ossatura a disposizione per consentire un graduale innesto a tutti i nuovi acquisti.

Con l’arrivo di Kim e le promesse di un mercato ancora in divenire, in casa Napoli  sembra esserci un pizzico di fiducia in più.  Quest’anno, dopo due anni di calma piatta fatta solo di scambi o prestiti, il mercato ha avuto un sussulto pur dovendo fare i conti con i bilanci di società. E sorprende che sia il Como la squadra più ricca tra serie A e serie B, i cui proprietari ,i fratelli Robert e Michael Hartono vantano un patrimonio combinato di 45,5 miliardi di dollari, una somma circa sei volte superiore rispetto a quella del Monza di Silvio Berlusconi, secondo in classifica.

E dunque il mercato è diventato un arrampicarsi sugli specchi dovendo competere con i ricchissimi patrimoni sparsi in tutta Europa, fronteggiare la potente categoria dei procuratori e tenere in ordine il bilancio che, si ti chiami Napoli e sei in rosso, fallisci, se ti chiami Barcellona acquisti.

L’affare Kim è stata una vittoria di squadra portata avanti da nuovi adepti di Penelope che hanno lavorato ai fianchi il Fenerbahce e il Rennes, una realtà, quest’ultima, pari a quella del Como: sia pure tra mille insidie, l’ha spuntata il Napoli che offre la possibilità di giocare in Champions.

E quanto valga nel mercato, poter offrire ad un calciatore la possibilità di giocare in Champions, dovrebbero ben ricordarlo i tifosi soprattutto anziani, che hanno vissuto tutte le esperienze molto negative e poco positive del passato.

Il Napoli ci proverà anche quest’anno con qualche difficoltà in più all’inizio per un mercato che è in ritardo. Non è che le altre 19 squadre abbiano il quadro completo della situazione, ma in casa Napoli si sta vivendo la rifondazione e Luciano Spalletti sta lavorando sull’ossatura a disposizione per consentire un graduale innesto a tutti i nuovi acquisti.

A tutt’oggi manca un portiere e un attaccante: Raspadori, solo un desiderio per alcuni, il colpo perfetto per altri; il Cholito, pedina di scambio (Petagna-Monza); Broja sponsorizzato da Reja se non arriva Simeone. Deulofeu, quasi un ricordo. Intanto Fabian e Zielinski, un giorno dentro e un giorno fuori. Regole di mercato, si dirà, ma intanto Spalletti prova il 4-3-3, il 4-2-3-1 e il 4-4-2. Il 15 agosto è già domani e passerà attraverso 4 amichevoli perché l’unica legge che il tecnico conosce è quella del campo. Lo scorso anno il Benevento umiliò il Napoli, eppure fu una partita che servì a Spalletti per capire tante cose. Quattro amichevoli che saranno viste da pochissimi tifosi che non intendono spendere 40 euro per una lezione di calcio, ma che diranno a Spalletti come scendere in campo a Verona sfoderando grinta e qualità.

Foto Instagram giovanni.dilorenzo.supporter

Giornalista.

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