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Editoriale

Kalidou Koulibaly è incedibile; martedì faccia a faccia con ADL

Ramadani sembra essere protagonista assoluto. Al momento però  almeno i primi round dell’incontro l’hanno visto sconfitto due volte quando ha proposto il senegalese alla Juventus

La prima conferenza stampa della società Calcio Napoli è stata un gran successo di chiarezza dove nessuno dei due protagonisti, Spalletti e Giuntoli,  ha svicolato su temi importanti riguardanti il mercato, gli obiettivi e le possibilità di raggiungerli.

Ma un capitolo a parte merita il discorso su Kalidou Koulibaly che ha chiesto tempo per pensare ad un’offerta “irrinunciabile” secondo il Napoli ma forse non tale per un potentissimo Fali Ramadani che non avendo più un Raiola concorrente, può salire di livello.

E in questa vicenda proprio Ramadani sembra essere protagonista assoluto. Al momento però  almeno i primi round dell’incontro l’hanno visto sconfitto due volte quando ha proposto il senegalese alla Juventus. Il primo round l’ha perso  per l’uppercut di Koulibaly che ha rifiutato il bianconero; la seconda sconfitta, ricordata dal giornalista Carlo Alvino, è stata la proposta della Juve molto meno vantaggiosa di quella del Napoli, non arrivando ad un ingaggio di 6 milioni netti e proponendo un triennale invece di un quinquennale come ha fatto il Napoli.

Bene ha fatto Cristiano Giuntoli dopo tante voci e cifre immaginate, a mettere sul tavolo sia la verità sul contratto di Mertens, sia su quello di Koulibaly. Aurelio De Laurentiis sa bene che in un Napoli che si rinnova e si ringiovanisce occorre un puntello di spicco e personalità  a supportare i momenti di depressione o di stress; occorre la personalità di chi sa farsi rispettare a bassa voce in uno spogliatoio che deve saper accogliere i nuovi giocatori. E allora un contratto che proponga 6 milioni netti per 5 anni, ovvero 60 milioni, con la certezza che al termine della carriera possa godere di un futuro dirigenziale, diventando di fatto l’uomo immagine del Napoli come Maldini per il Milan, non si può rifiutare. Magari Fali Ramadani tenterà ancora facendo balenare ingaggi da favola: e allora buon viaggio Kalidou.

Si ha un bel dire che i giocatori sono professionisti e che quindi è giusto scelgano il percorso più vantaggioso. Tuttavia sul piatto della bilancia pesa tantissimo anche dove si lavora, come si lavora, l’ambiente in cui si lavora, con chi si lavora. A 31 anni è (sarebbe) molto più difficile entrare in uno spogliatoio nuovo che ha un suo leader e una sua storia .

Probabilmente martedì s’incontreranno senza intermediari Koulibaly e De Laurentiis per parlare di soldi e sentimenti. Al momento Kalidou è il terzino del Napoli per il quale è stata confezionata la fascia da capitano grande quanto il suo braccio. Quello che si alzerà a salutare il pubblico del Maradona.

Giornalista.

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