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Italia – Spagna 1-2: prima sconfitta Azzurra dopo 1122 giorni

Prima o poi doveva accadere. Un’ottima Spagna strappa il biglietto per la finale di Nations League battendo per 2-1 un’Italia tutt’altro che impeccabile e in inferiorità numerica dopo la doppia ammonizione di Bonucci. Gli Azzurri non perdevano dal 2018.

ITALIA – SPAGNA   1 – 2 (17′  e 45’+2 Ferran Torres, 83′ Lorenzo Pellegrini)

L’avvio degli Azzurri non è stato neanche male: dopo appena 5 minuti infatti c’è stata la prima occasione con Chiesa che ha impegnato Unai Simon con una conclusione dalla distanza. L’Italia sembrava (per un breve istante) avere il controllo della partita, veniva a pressare alto e strozzava la costruzione spagnola. Tuttavia le Furie Rosse ci hanno impiegato poco a capire come eludere il pressing Azzurro, e hanno iniziato a conquistare sempre più campo e possesso. Il gol che ha sbloccato la partita è proprio della Spagna, che al 17′ sfrutta l’asse Oyarzabal-Ferran Torres e una disattenzione difensiva di Bastoni e Di Lorenzo. Da quel momento la gara si tramuta in un monologo spagnolo, che impensierisce spesso il povero Donnarumma, già tormentato dai vergognosi fischi del pubblico di San Siro. Quando si sostiene la Nazionale, la si sostiene non pensando ai colori delle proprie squadre di club. Quando gioca la Nazionale l’unico colore dominante è l’azzurro.

Dopo la mezz’ora Mancini decide di cambiare qualcosa: sposta un pessimo Bernardeschi sulla corsia destra e Insigne al centro del tridente. Questa scelta tattica sembra premiare il tecnico, gli Azzurri sembrano mostrare segnali di reazione e creano un’occasione clamorosa sciupata però da Insigne che a tu per tu con l’estremo difensore spagnolo spedisce il pallone al lato. Nel finale Bonucci decide di indirizzare in maniera definitiva il match facendosi espellere dopo un contrasto aereo in cui  alza troppo il gomito. Da giocatori con la sua esperienza questo genere di errori non devono venire. La Spagna dunque ne approfitta subito e ancora una volta con l’asse Oyarzabal-Ferran Torres segna il gol del raddoppio. Doppietta per il giocatore del Manchester City.

Nella ripresa l’Italia prova a risistemare il proprio assetto, prima con Chiellini al posto di Bernardeschi e poi con Kean al posto di Insigne. Agli Azzurri però serve un’impresa per riuscire a ribaltare il match in inferiorità numerica e contro la Spagna dei giovanissimi. Nel corso del secondo tempo infatti, Luis Enrique (che aveva fatto debuttare dal primo minuto il gioiellino classe 2004 Gavi) manda in campo Bryan Gil (classe 2001) e Yéremi Pino (classe 2002). Anche l’Italia dovrebbe prendere spunto e iniziare una volta e per tutte ad investire sui propri giovani. L’impresa riesce solo a metà: all’83’ Pellegrini (subentrato al posto di Jorginho) segna la rete che accorcia le distanze e regala agli Azzurri ancora qualche briciolo di speranza. Il merito è quasi tutto di Federico Chiesa, ancora determinante contro gli Spagnoli, che dopo aver rubato il pallone a centrocampo, si invola rapidissimo solo davanti ad Unai Simon e invece di calciare serve il centrocampista della Roma che appoggia la palla in rete a porta vuota. Tutto inutile però, perchè la Spagna continua a far girare diligentemente il pallone e impedisce agli Azzurri di pareggiare. La partita termina dunque sul risultato di 2-1.

L’Italia non perdeva da ben 1122 giorni: l’ultima risale al 2018, quando venne sconfitta contro il Portogallo proprio in Nations League. Gli Azzurri domenica affronteranno a Torino la perdente di Belgio-Francia nella finale per il terzo e il quarto posto, mentre la Spagna affronterà la vincente nella finalissima.

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