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Ipotesi playoff e playout? I club si ribellano, Gravina va avanti per la sua strada

Non piace il format alternativo per portare a termine il campionato di Serie A

Il 28 maggio si attende che il ministro Spadafora indichi finalmente una data per ricominciare (il 13 o il 20 giugno), ma intanto il calcio italiano prepara il piano B per salvare la stagione e l’ipotesi playoff e playout diventa sempre più concreta

“Se non si può giocare, non si può giocare e basta” ha detto due giorni fa Urbano Cairo, presidente del Torino e la maggioranza delle società di serie A non vuole che il format dl campionato sia modificato in corsa. Beppe Bergomi– ex difensore dell’Inter e opinionista di Sky- ha dichiarato di essere assolutamente contrario a questa soluzione: “A parte che non si può iniziare con un regolamento e finire con un altro, ma non sarebbe comunque corretto pensare che la Juve debba giocarsi lo Scudetto con chi sta trenta punti dietro, al massimo posso pensare alle prime tre, perché Juventus e Lazio sono lì, mentre l’Inter se vince il recupero è a -6. Io sarei per ripartire e provare a concludere il campionato nella maniera giusta, rispettando tutti i parametri. Davanti abbiamo un esempio come la Germania”.

Tuttavia a preoccupare non sono solo le ragioni calcistiche e giuridiche, ma anche motivazioni economiche e contrattuali: Sky, Dazn e Img hanno già espresso la propria opposizione al pagamento della sesta rata dei diritti tv, e a maggior ragione pretenderebbero uno sconto adeguato al formato ridotto del torneo.

A essere scettico riguardo tale soluzione è anche il presidente del Coni Giovanni Malagò: “Playoff e playout? Non si può pensare che o il campionato parte e finisce oppure non so cosa succede. O tutto o niente, questa è la mia idea. Per questo dico che serve un piano B, come ha fatto la Germania mettendo in sicurezza il sistema con un accordo con le televisioni; da noi invece non c’è ancora nulla”.

Potrebbero insomma esserci diversi problemi di diversa natura, ma il presidente federale Gabriele Gravina ha ribadito in un’intervista a ‘Repubblica’ che questa sarà la strada: “Se le condizioni sanitarie lo consentiranno, i campionati devono essere portati a termine regolarmente, altrimenti procederemo a introdurre playoff e playout”, ha spiegato.

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Giornalista

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