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Intervista a mister Pino Porzio

 “Se tutti noi avremo la stessa capacità degli atleti di rialzarsi immediatamente dopo una sconfitta supereremo anche questa storia e riprenderemo a vivere”.

Pino Porzio con Claudio Russo di Contropiede Azzurro

Durante la conference call nella notte tra domenica e lunedì mister Porzio, coach della nazionale maschile di pallanuoto canadese, ha avuto la notizia che si aspettava: la decisione da parte del comitato olimpico canadese di non inviare i propri atleti a Tokio nel mese di luglio per la competizione Olimpica.

“Ero certo che avrebbero preso questa decisione” conferma Pino Porzio, l’italiano più titolato (45 trofei da atleta ed allenatore), che proprio in questi giorni avrebbe dovuto partecipare al torneo di qualificazione olimpica a Rotterdam. “I miei giocatori erano già arrivati dal Canada e quelli impegnati in Europa erano in procinto di partire o già partiti, ma io ho comunicato immediatamente ai vertici della Federazione la mia indisponibilità anche perché sarei stato costretto ad un periodo di quarantena in Olanda e poi forse anche al mio rientro; la Federazione ha subito acconsentito permettendomi di restare accanto alla mia famiglia. Tutto ciò perché il Canada e un paese molto attento al rispetto di alcuni valori; in Canada il rispetto è un concetto fortemente radicato tanto è vero che nei rapporti tra allenatore e atleti ci sono addirittura obblighi contrattuali che portano ad un forte garantismo a livello personale; un allenatore recentemente è stato sollevato dal l’incarico per un comportamento ritenuto non appropriato. Ritengo pertanto giusta la decisione per non esporre atleti e tecnici ad inutili rischi. Alla fine la decisione del CIO di rinviare la competizione di un anno da ragione ai canadesi. Solo chi ha partecipato ad una Olimpiade come atleta può capire che si tratta del coronamento di una carriera fatta di sacrifici e privazioni; io nella mia unica occasione ho vinto la medaglia d’oro a Barcellona 92 e vi assicuro è un’esperienza irripetibile. Ma gli atleti sono giovani e capiranno che si è trattato di un atto dovuto, a maggior ragione ora che è arrivata la notizia del rinvio di un anno. Ora dobbiamo solo rimboccarci le maniche per prepararci a sconfiggere avversari leali e non subdoli e sleali come il coronavirus”. L’ultimo messaggio di mister Porzio: “Se tutti noi avremo la stessa capacità degli atleti di rialzarsi immediatamente dopo una sconfitta supereremo anche questa storia e riprenderemo a vivere”. 

Avv. Claudio Russo

 

Collaboratore - Avvocato

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