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Quattro chiacchiere con...

Intervista a Massimiliano Gallo

Quattro chiacchiere con l’artista napoletano, estimatore di Diego Armando Maradona (ed ex sarrista)

Voce narrante di un docufilm su Sarri, non si poteva  – dopo Napoli Juventus  – non cominciare un nuovo ciclo di interviste se non con lui, Massimiliano Gallo, attore poliedrico che spazia con grande professionalità tra cinema, TV e teatro, nonché grande tifoso del Napoli. Allora, rompiamo subito il ghiaccio: dopo l’esaltante vittoria sui bianconeri, dove potrà arrivare il Napoli di Gattuso quest’anno? Ci siamo ripresi con troppo ritardo, a meno che non le vinca tutte non credo che quest’anno ci possiamo aspettare grandi cose. Però la speranza è l’ultima a morire, soprattutto per noi tifosi”.

Il ghiaccio è rotto…domanda a bruciapelo: a proposito del documentario “Maurizio-Il sarrismo: una meravigliosa anomalia”  presentato l’anno scorso a Bologna, io ero sarrista convinta e ho dovuto faticare abbastanza per superare il passaggio di Sarri alla Juve. A te, invece cosa ha deluso, in particolare? – “Noi abbiamo creduto in un sogno, ma soprattutto nel sarrismo come idea di vita. Abbiamo creato una vera e propria apologia del sarrismo, l’apologia di un allenatore operaio che lotta contro il palazzo…e poi? Se n’è andato a lavorare con i padroni. Per me la grande delusione è stata proprio il dopo, il fatto che abbia scomunicato quelli che avevano creduto in lui, che abbia negato di aver fatto determinate dichiarazioni. Insomma, tu puoi fare l’allenatore senza fare proclami da capopopolo e se vai via non ti succede nulla. Non a caso con Benitez non sarebbe successo niente, neanche se fosse andato alla Juventus. Lui, invece, si è fatto forte di una filosofia prima sbandierata e poi rinnegata”. Dì la verità, cosa hai provato all’ingresso in campo dell’ex comandante? “Ero in treno e seguivo la partita su PC, quindi me lo sono perso per problemi di connessione. Ma è stato relativo, come tutto ciò che ha a che fare con le persone che ti tradiscono: mi lascia indifferenza.

“Lo Stadio San Paolo come casa tua “, è uno spot ideato e prodotto dalla Santi Bailor Film che invita al rispetto del nostro stadio, con hashtag #seiacasatua.  Mi racconti la tua prima volta lì, allo stadio di Fuorigrotta? “Ci andavo spesso con mio padre (Nunzio Gallo, ndr.), andavamo in tribuna laterale, e ho un  ricordo indelebile  legato all’arrivo di Maradona. Lo stadio era pieno e sembrava tutto inverosimile; per noi tifosi fu un momento abbastanza surreale, addirittura di notte Canale 21 mandava in onda, in loop, i video delle punizioni di Maradona quando giocava con il Barcellona. Era un po’ come un extraterrestre che sarebbe arrivato a Napoli”.

Siete una famiglia di artisti. Tu, tuo fratello, il tuo indimenticabile papà. Hai qualche aneddoto personale “familiare” legato al tifo per la nostra squadra del cuore?Gli aneddoti sono legati soprattutto a mio padre in veste di tifoso! Era molto superstizioso e osservava parecchi riti scaramantici sia con il Napoli che con la Nazionale. In sostanza, se arrivavi a casa con un amico e il Napoli perdeva, sicuramente questo amico non poteva più vedere la partita con noi. Anche con l’Italia, nell’82, quando vincemmo i mondiali  (all’epoca in TV era piu facile vedere la Nazionale), eravamo ad Ischia e alla prima partita importante, mio fratello Gerry arrivò con un amico un quarto d’ora dopo il fischio d’inizio: L’Italia vinse e lui fu costretto ad arrivare sistematicamente un quarto d’ora dopo per tutte le successive partite della Nazionale, sempre con lo stesso amico…e dovevamo pure stare tutti seduti nella stessa posizione. Addirittura mia madre e mia sorella – che per l’occasione si trovavano ad Ischia Ponte a fare la spesa –  per scaramanzia durante le partite dell’Italia dovettero continuare ad andare a fare la spesa nello stesso posto,  fino alla finale”.

Maradona. Cosa ha significato per te?Sicuramente il periodo più bello del Napoli, assieme a quello di Sarri. Però in quel caso Maradona era uno scugnizzo che combatteva veramente il potere; un capopopolo, un Masaniello…che poi ha fatto la stessa fine di Masaniello: una brutta fine! Però all’epoca rappresentava il ribellarsi ad uno strapotere economico, fatto di sudditanza politica, calcistica, un potere ben radicato. E lui è stato talmente forte, talmente extraterrestre che è riuscito a cambiare le regole del gioco. Impresa quasi impossibile, tant’è che ci siamo riusciti solo due volte. Anche perché, poi, è arrivato un Milan stellare. Io, comunque, mi sono goduto tutto, soprattutto la supercoppa, quando battemmo la Juve 5 a 1. Quello fu veramente un sogno”.

Parliamo di lavoro, quali sono i tuoi prossimi impegni professionali? “Proprio oggi, 30 gennaio, è in uscita il film “Villetta con ospiti”, per la regia di Ivano de Matteo, un Noir che mi vede protagonista assieme a Marco Giallini, Michela Cescon, Erika Blank, Bebo Storti, Vinicio Marchioni. Una storia borghese che ruota attorno ai sette peccati capitali, rappresentati nei personaggi principali. Nel frattempo, continuo la tournee teatrale con lo spettacolo “Il  silenzio grande”,  una commedia di Maurizio De Giovanni, diretta da Alessandro Gassmann”.

In gamba Massimiliano, buon lavoro e… Forza Napoli Sempre.

 

Giornalista

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