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Editoriale

Insigne-Insigne, poi il finto lento Petagna regala tre punti preziosi al Napoli

A un primo tempo noioso, è seguito un secondo tempo vibrante con grandi giocate

Quella contro il Benevento è stata la più bella delle quattro vittorie raggiunte. La più combattuta, la più vera, la più “Napoli”. Mosci e disordinati gli azzurri nella prima frazione di gioco con qualche lampo, col solito rigorino ignorato, col solito Insigne (Lorenzo) che sfiora il vantaggio con un capolavoro di prova. Ma a tutto c’è un limite, “altrimenti ci arrabbiamo” e allora la Strega ha avuto paura e Inzaghi è corso ai ripari mettendo fuori Caprari che, meno male sia uscito dall’altra parte. E proprio Inzaghi, ai microfoni di DAZN , dice: “Ma quando c’è una squadra che si permette un Politano e un Petagna in più: di che parliamo. Sono orgoglioso di aver chiuso la gara in crescendo, ma con squadre così solo un miracolo…”

L’avevano preparata bene la partita perché di fronte al Napoli  nessuna squadra si “scansa” anzi ogni squadra fa la partita della vita. In campo i fratelli si sfiorano, ma i napoletani invece vogliono far sentire “e che vi siete persi” e se necessario picchiano. Pure Christian in una manciata di minuti ha avuto la palla gol che santo Demme ha messo in angolo, e poi su Insigne che sarebbe volato, si è messo di traverso e l’ha fermato. Una bella vittoria raggiunta dal Napoli quando ha voluto e qualcuno  che a Gattuso ha chiesto se il Napoli sia da scudetto: “ Ti stoppo qua,- ha risposto Gattuso –  per ora questa parola non ci appartiene. Noi dobbiamo tornare in Champions. Abbiamo ancora alti e bassi, dopo quattro gare non si può dire che siamo da scudetto. Abbiamo una rosa importante e vogliamo fare tanti punti. Vediamo dove arriveremo.”

 Ai microfoni Dazn Gattuso ha poi spiegato le metamorfosi (non di Ovidio)  del Napoli che continua ad avere tante facce: “ Finalmente nel secondo tempo la palla ha cominciato a circolare in modo veloce . Nel primo tempo abbiamo giocato troppo linea-linea, quindi non c’era profondità e quindi poco movimento di Mertens.” E su Petagna che ha segnato il primo gol azzurro?  “Petagna abbiamo provato a inserirlo con Osimhen perché è un giocatore che ci può far comodo. Ha forza, sa giocare, ci piace come viene a legare e difende palla. E’ un finto lento, quando prende velocità non è male. Lozano invece lo vorrei più cazzuto, deve incidere, deve tener duro: sembra sempre sorpreso”.

Un’altra partita strana quella del Napoli che Gattuso manipola come il pongo: 1) appena arrivò dopo Ancelotti; 2) dopo il lockdown, fase Coppa Italia; 3) fase finale di stagione; 4) inizio campionato; break alla prima in Europa League. Dal 4-3-3 in poi in un susseguirsi di automatismi ora agli albori: la strada è tracciata.

Giornalista.

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