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INDICE DI LIQUIDITA – SCONTRO LEGA-FIGC

Molte le società a rischio tra cui la Lazio di Lotito. Per esempio, se un club incassa 50 entro una certa data, può spendere 100. Oggi l’udienza in camera di consiglio

La Lega di serie A vince il primo round della partita sull’indice di liquidità contro la FIGC. Infatti il Collegio di Garanzia dello Sport del CONI ha deciso, dopo non pochi tentennamenti e ritardi nella lettura del dispositivo che hanno confermato le incertezze e la spaccatura interna del Collegio giudicante, che “la verifica del requisito dell’indice di liquidità non può essere antecedente alla chiusura dell’esercizio in corso”. Per chiarire la situazione ricordiamo che il Consiglio FIGC del 6/4/22 ha approvato le nuove licenze nazionali, stabilendo un indice di liquidità. Il rapporto tra attività e passività correnti non più legato al mercato ma ammissivo al campionato; a quota 0,5 senza correttivi. La data cui fare riferimento è il 22/6 con la possibilità per i club di depositare dei pre-accordi di mercato per riportare la soglia nei limiti consentiti. Molte le società a rischio tra cui la Lazio di Lotito. Per esempio, se un club incassa 50entro una certa data, può spendere 100.

La serie A aveva chiesto un rapporto 40/100(indice 0,4) calcolando al numeratore anche la rivalutazione del valore del parco calciatori. Vista la situazione, il presidente della Lega Casini ha portato la FIGC in Tribunale. Ed il Collegio di Garanzia presso il CONI ha accolto solo parzialmente il ricorso, in quanto i giudici non hanno messo in discussione gli indici bensì le tempistiche, annullando i provvedimenti in cui era previsto che le verifiche del possesso del requisito dell’indice fosse fissato “in un termine che precede la chiusura di esercizio”. Ne è conseguito che la FIGC, a mezzo dell’avv. Gennaro Terracciano, ha proposto ricorso al TAR per ribaltare la sentenza del Collegio di Garanzia.

Andando con ordine, lunedì 13/6 il Collegio di Garanzia, ultimo grado della giustizia sportiva, ha accolto parzialmente il ricorso della serie A sostenendo che la verifica del requisito dell’indice non può essere antecedente alla chiusura dell’esercizio in corso. Ciò significa, in buona sostanza, che se alla voce “entrate” c’è un valore di 100 a quelle “uscite” può esserci 200. Si ricorda che in Germania l’indicatore è a quota 1. Uscito il dispositivo, la FIGC ha immediatamente comunicato di voler fare ricorso al TAR peraltro presentato il 14/6, sul presupposto che la decisione rischiava di compromettere le regolarità del campionato. L’avv. Terracciano, tre le altre cose, ha contestato che la decisione è stata presa dalle Sezioni Unite (che normalmente giudicano quando si passa per tutti gli altri gradi di giudizio) cosa non avvenuta nel caso specifico, e non dalla sezione sulle controversie in materia di ammissione. Il TAR del Lazio ha accolto la richiesta di abbreviazione dei termini e fissato per la decisione l’udienza in camera di consiglio del 21/6. In caso di accoglimento del ricorso FIGC alcune società in bilico, tra cui la Lazio di Lotito, avrebbero meno di 24 ore per sistemare i conti ed avere i requisiti per l’iscrizione al campionato.

(Foto Dagospia)

Giornalista

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