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Commento alla partita

In finale va l’Atalanta; il Napoli si sta abituando ad essere imbarazzante

Deludente il Napoli nel primo tempo, a fiammate nel secondo; non basta nè per andare in finale nè per risparmiarsi le critiche

Atalanta-Napoli 3-1 (10′ Zapata; 16′, 78′ Pessina; 53′ Lozano)

La partita di stasera è un copione visto e rivisto: il primo tempo del Napoli contro l’Atalanta è semplicemente imbarazzante, gli errori in fase di costruzione sono evidenti e i limiti di giocatori come Bakayoko, Maksimovic e Hysaj sono esaltati maggiormente. La squadra di Gasperini va due volte in vantaggio con Zapata e Pessina, con gli azzurri che non riescono a entrare nell’area di rigore avversaria; un gol casuale di Lozano dà speranza, ma Osimhen al 75′ fallisce un gol fatto (o Gollini fa una gran parata, punti di vista) con Pessina che poco dopo chiude la partita. Tante assenze e partite ogni tre giorni, Gattuso si appella ai soliti- giusti- alibi; nel Napoli però mancano i movimenti senza palla elementari, mentre dal punto di vista mentale sembra più in confusione Gattuso dei suoi giocatori: guardare una partita del Napoli da sempre vuol dire soffrire, così sta diventando masochismo.

Gattuso si affida invece alla coppia Rrahmani-Maksimovic in difesa e a Lozano, Osimhen e Insigne in attacco. A buon ritmo e con tanta pressione in mediana è il Napoli a procurarsi la prima occasione con Insigne, ma è l’Atalanta a fare il match cercando il possesso e spingendo dalla parte di Gosens. Possesso a cui gli uomini di Gattuso replicano aggredendo i portatori e provando a ripartire in contropiede con Lozano. Da una parte un sinistro di Insigne finisce a lato di poco, dall’altra Zapata invece non sbaglia mira dal limite approfittando di un’indecisione di Maksimovic e Hysaj e sbloccando la gara con un destro potente e preciso. Gol che fa saltare subito il banco mettendo il match sui binari nerazzurri. In vantaggio, gli uomini di Gasperini spingono e giocano a memoria. E dopo un quarto d’ora raddoppiano i conti con un’azione da manuale avviata da Gosens e rifinita perfettamente in area da Zapata per Pessina. In controllo, la squadra di Gasperini difende bene, pressa e manovra con precisione, affidandosi al palleggio per abbassare il ritmo e gestire il match; dopo l’ennesima giocata in velocità nello stretto, Muriel sfiora il tris, poi sul finire del primo tempo Zapata colpisce male da buona posizione.

Nella ripresa, aperta con il cambio Politano-Elmas, in pochi sono pronti a credere che il Napoli possa rientrare in partita, ma al 53′, quasi dal nulla, ecco il gol che riapre i giochi: percussione di Bakayoko, rimpallo che favorisce Lozano, prima stoppato da Gollini, poi abile a rialzarsi velocemente e infilare la porta vuota. Memore della rimonta subita in campionato dal Torino, Gasperini cerca di dare subito la sveglia ai suoi inserendo Ilicic per Muriel, quasi come segnale. E lo sloveno al 67′ costringe Ospina alla deviazione in angolo con il suo mancino velenoso. Poi Zapata da due passi di testa non trova il bersaglio. L’Atalanta spreca, Gattuso prova a dare energia alla mediana con gli ingressi di Lobotka e Demme per Zielinski e Bakayoko. Al 69′ è ancora Ospina a tenere in gara gli azzurri con una gran parata sul sinistro dal limite di Pessina. Proteste della panchina campana per un’entrata di Palomino (già ammonito) su Osimhen: l’arbitro La Penna non estrae il secondo cartellino. Al 75′ si vede finalmente il Napoli, ma Osimhen si fa respingere da Gollini il tocco sotto porta dopo il bel servizio di Demme, partito sul filo del fuorigioco. Gasp è pronto a correre ai ripari con un doppio cambio (Pasalic e Miranchuk), ma è anticipato dalla magia di Pessina che chiude il conto: Ilicic in verticale per Zapata, che accomoda palla per l’inserimento dell’ex Verona, bravissimo nel dribbling su Di Lorenzo prima di scavalcare Ospina con un tocco sotto. Il terzo gol è una mazzata per il Napoli, che pur ci prova con Mario Rui (ancora bravo Gollini), prima di alzare bandiera bianca. Il 19 maggio, Gian Piero Gasperini proverà a vincere il primo trofeo con l’Atalanta, dopo aver fallito l’assalto alla Coppa nel 2019 all’Olimpico contro la Lazio.

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