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Calciomercato

In conferenza stampa Spalletti ha inviato diversi messaggi a De Laurentiis

Quest’anno, con il capitano a Toronto, diversi addii sicuri e altri da temere, teme che le speranze di un campionato ad alti livelli senza profili adeguati vengano disattese

La conferenza stampa di Luciano Spalletti è stata molto articolata e densa di messaggi per il Presidente De Laurentiis la cui politica societaria sembra chiarissima a tutti. Un deficit di due anni va ripianato e la Champions League, così come il terzo posto in classifica, rappresentano un inizio di risanamento che va completato con l’abbassamento degli ingaggi, fermo restando che “tutti sono sul mercato”.  Ma è difficile volere la botte piena e la moglie ubriaca: così Spalletti, in un passaggio, alla domanda su Di Lorenzo e Mario Rui e  quanto sia importante poter proseguire con loro, ha risposto: “Sì, altrimenti se ne mettono in ballo troppi, se si mette dentro anche questi… poi è dura trovare certezze. Io questi due qui non ho mai pensato di farci mercato. Poi se parte Ghoulam il terzino sinistro dovremo trovarlo per forza, lì Mario Rui ha fatto vedere qualità professionali oltre che in campo perché deve gestire l’extra dell’impiego di tutte le gare, come fanno i campioni, è quasi impossibile giocarle tutte e ripetersi”.

E sarà ancora  battaglia qualora arrivasse un’offerta congrua per Koulibaly oppure se l’offerta di prolungare il contratto fosse troppo distante dalle richieste del senegalese. “Per me diventa incedibile come l’anno scorso,  – ha detto Spalletti –  sono quei giocatori disponibili a dare sempre una mano a tutti, hanno la capacità di mettere mano dove c’è bisogno quando sale il livello della singola gara, lui diventa grosso in base alla necessità; per me è incedibile anche perché noi vogliamo fare un altro campionato importante. Si prende un altro più giovane, si dice, ma poi si compra un calcio, un leader come lui lo si diventa negli anni in questa città respirando la passione che c’è e che restituisce in campo”.

Ecco che Spalletti teme quel che già ha evitato lo scorso anno, quando riuscì nell’impresa di guidare la squadra così com’era, senza altre forze: ma quest’anno, con il capitano a Toronto e diversi addii, teme che le speranze di un campionato ad alti livelli senza profili adeguati vengano – stavolta – disattese.  In più, all’unico acquisto sicuro di grandi prospettive Kvaratskhelia, si dovrà dare tempo di ambientarsi al campionato italiano e potrebbe essere un prim’attore in panchina per i primi tempi anche se il 6 settembre sarà già Champions. Ospina? Chissà. Zielinski? Chissà. Fabian? Chissà.

Giornalista.

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