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Impianti sportivi senza acqua calda, ben 19 sono inutilizzabili

A rischio la partita al San Paolo se non si risolve il problema in settimana

Il termine “termogestione” indica quell’attività che consente a tutti gli impianti sportivi di funzionare: e non si riferisce solo all’acqua calda ma va dalla temperatura degli ambienti, come gli spogliatoi, alla gestione delle acque delle piscine, alla sanificazione e salubrità dei siti e a tutti i sostegni che riguardano gli atleti nei pre e post gara.
TEMA CHE RIGUARDA ANCHE GLI SPETTATORI NEI PALAZZETTI DELLO SPORT.
Ebbene a NAPOLI sono ben 19 gli impianti, tutti di proprietà comunale, completamente ristrutturati grazie alle Universiadi ma in tutti questi impianti questa vitale attività è cessata e gli impianti sono di fatto totalmente inutilizzabili.

Per fare un esempio pratico, se non si risolve il problema in settimana, la partita di esordio del Napoli, di venerdì al San Paolo contro il Pescara, non potrà essere disputata.  Questo gran pasticcio scaturisce dall’abitudine ,tutta italiana, che quando non si vince una gara di appalto,si fa ricorso al TAR.  Solo che in questo caso il Tribunale ci ha messo del suo ;  Bando e gara partono da lontano,novembre 2019, la proposta di aggiudicazione arriva un paio di mesi fa ma nel documento c’è un mero errore materiale .
Scattano i ricorsi, in particolare da parte della seconda classificata la GRADED ed il TAR,invece di sospendere solo il contratto, sospende anche il servizio.
Da qui lo stop per gli impianti. La gara ha un valore di ben 3,5 milioni sino al 2023.
Basta leggere l’intestazione del capitolato di gara per comprendere la gravità della situazione: “appalto per l’affidamento dei servizi di gestione completa -fornitura combustibile, conduzione, manutenzione ordinaria, adeguamento e aggiornamento tecnologico, manutenzione straordinaria per interventi di ripristino funzionale degli impianti- per il periodo di anni 3 degli impianti termici e produzione acqua calda sanitaria a  servizio degli impianti sportivi di proprieta’ comunali e per l’esercizio degli impianti di trattamento fisico chimico dell’acqua delle vasche natatorie della piscina Scandone -warm up Scandone , Paladennerlein  e Nestore compresa la fornitura  di tutti i reagenti ed additivi per il trattamento dell’acqua delle piscine stesse”.
Inoltre il vincitore della gara deve occuparsi anche del recupero funzionale degli impianti.
Il problema è che gran parte degli impianti sono dislocati in periferia ed interessano la vita di tantissimi atleti professionisti e non.  Per esempio alla Scandone si allenano gli olimpionici; con lo stop  deciso dal TAR si rischia il blocco per tante attività  sportive.
L’unica speranza è che il Comune possa procedere rapidamente con un affidamento provvisorio in attesa delle decisioni del TAR.

Collaboratore - Avvocato

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