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Il virologo Le Foche: “Un pericolo i calciatori di rientro dalle nazionali”

L’immunologo del Policlinico Umberto I di Roma, Francesco Le Foche, non ha dubbi: i calciatori rientranti dalle nazionali dovrebbero aspettare prima di unirsi al gruppo

I diversi casi positivi di calciatori dopo le partite con le nazionali – in primis, Cristiano Ronaldo – hanno legittimato le perplessità di coloro che, per quest’anno, avrebbero cancellato la Nations League e le amichevoli. La convocazione in nazionale rappresenta un chiaro quanto potente veicolo di contagio: giocatori provenienti da diversi paesi che devono viaggiare e riunirsi, avendo contatti con numerose persone. E, una volta rientrati al club, il rischio è di creare nuovi focolai.

L’immunologo del Policlinico Umberto I di Roma, Francesco Le Foche, ha messo in guardia i club da questa possibilità. “Uno come Gomez, ad esempio, che giovedì torna non lo farei subito aggregare al gruppo con l’Atalanta né lo manderei in campo – ha affermato. Aspetterei 48 ore dopo un tampone negativo per esser sicuri. Almeno al suo ritorno farei subito un tampone per capire se è negativo. Il quadro è quello di poter valutare se nelle 48 ore c’è un contagio o meno”. 

Il motivo, è semplice. “Il tampone non si positivizza immediatamente. Devono passare almeno 72 ore per un controllo di qualità assoluto: nelle società di Serie A si può fare.” Una pericolosa eventualità non prevista dal protocollo. La Foca si augura che “nelle prossime settimane ci potrà essere il tampone salivare che ci darà immediatamente un riscontro. Per la fine del mese di ottobre, se il calcio si attrezza, potrebbe essere un plus molto importante. Il salivare quando sarà standardizzato è attendibile come il tampone classico.”

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