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Campionati esteri

Il punto sulla Premier League: la sfida per l’Europa è più agguerrita che mai, tanto che Mou perde le redini del suo Tottenham ed è costretto a lasciare gli Spurs

La Premier dice addio allo Special One, sollevato dall’incarico dal Tottenham. Il Liverpool viene raggiunto nel finale dal Leeds e non va oltre il pareggio.

 

Quella di Josè Mourinho col Tottenham è una storia d’amore mai sbocciata del tutto. Nella giornata di ieri il club inglese ha reso nota la decisione di esonerare l’allenatore portoghese con Ryan Mason allenatore dell’Under 23

Gli indizi  per un finale del genere c’erano davvero tutti, ma la soluzione più scontata era quella di un divorzio a fine stagione. Invece la società, dopo l’ennesimo risultato non soddisfacente, 2-2 contro l’Everton di Ancelotti, ha deciso di dare un segnale forte alla squadra. Forse ce n’era davvero bisogno, forse molto prima. Il Tottenham è oggi settimo in Premier a 5 lunghezze dal quarto posto che significa Champions League la prossima stagione. Più della situazione in campionato, lo Special One paga la clamorosa eliminazione dall’Europa League per mano della Dinamo Zagabria, vero grande obiettivo della società per questa stagione. Mou è sempre stato uno abituato a vincere e su questa filosofia (e sui risultati ottenuti, soprattutto in Portogallo ed in Italia con Porto ed Inter) ha costruito la sua filosofia, calcistica e non solo. Tuttavia, da quando, nel novembre 2019, ha preso posto sulla panchina degli Spurs, ha espresso un gioco poco coerente con le idee di calcio oggi più in voga tra le squadre più forti e spettacolari d’Europa, ed i risultati non hanno di certo portato acqua al suo mulino. Se possibile, il calcio di Mou è stato improntato alle ripartenze molto più che in passato, pensiero che non ha trovato in Kane, Son, Lamela e compagni il terreno giusto per progredire. Ultimo ma non ultimo, Mourinho era il secondo allenatore più pagato al mondo dopo Guardiola, con 17,5 milioni di euro a stagione.

A proposito di grandi allenatori, il City di Guardiola guarda con grande ottimismo alla vittoria finale nonostante la sconfitta in casa con il Leeds per 2-1. I punti sull’altra squadra di Manchester, 8, sono davvero tanti (situazione non dissimile da quella della Serie A), ed entrambe sono impegnate nelle coppe europee. Le prossime partite delle due squadre, cioè City-Crystal Palace e United-Leeds diranno molto sul futuro della Premier.

Il Leicester, terzo in classifica, anche quest’anno sta disputando una grande stagione, ma se lo United, aritmeticamente parlando, ha ancora qualche chance, le foxes sembrano davvero fuori dai giochi, a 18 punti dalla vetta.

Se il primo posto è una lotta a due, il quarto è più combattuto. Lo occupa il West Ham con 55 punti, mentre il Chelsea è subito dietro a 54 punti e una partita in meno che recupererà stasera. Il Liverpool ha pareggiato ieri sera 1-1 con il Leeds (reti di Mane nel primo tempo e D. Llorente nella ripresa) e si trova a al sesto posto con 53 punti. La battaglia continua.

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