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Il Presidente Dal Pino, appena rieletto, si riserva di accettare: c’è molto da lavorare

La Lega Serie A naviga a vista e decide di rimandare ogni decisione

Ancora qualche eco prima di voltar pagina definitivamente su questa triste Supercoppa giocata in una sera freddissima per puro caso risparmiata dalla nebbia. Né si capisce la necessità di fuochi pirotecnici che si sentono e non si vedono com’è accaduto a San Siro. Ma non sono un’inciviltà partenopea?

Comunque, nel senno del poi,  la richiesta di De Laurentiis per uno spostamento della Supercoppa aveva un suo perché, ma dalla parte del club bianconero si vuol vedere solo l’agguato, un po’ l’estensione di come si governa il Paese e  mai a considerare quali siano le argomentazioni che andrebbero valutate nell’interesse comune. Anche l’ipotesi di cambiare la giornata di ritorno con quella di andata, è stato giudicata un tranello del presidente ADL che in primavera potrebbe godere del ritorno del pubblico negli stadi.

Proprio la Juventus che se il 3 ottobre avesse aderito alla richiesta di spostamento della gara, si sarebbe risparmiata una sentenza del Collegio di Garanzia.

Così, mercoledì sera, su un campo di patate, si è giocata una finale per un trofeo importante: su un campo di patate, giocatori che sono costretti ad un massacrante calendario imposto dalla pandemia, hanno dovuto fare di necessità, virtù con il rischio di giocare anche i supplementari.

I giocatori sono dei privilegiati, d’accordo, ma non si può chiedere che siano macchine. Tutti gli allenatori e tutti i giocatori rimarcano questo assurdo compresso calendario che costringe a giocare ogni tre giorni in un dribbling continua tra covid e infortuni più frequenti.

Né la Lega Serie A ha saputo prevedere un percorso di Coppa Italia priva almeno dei tempi supplementari : tutte situazioni che condizionano pesantemente anche lo spettacolo oltre che il fisico; per non parlare di un protocollo con tante correzioni fatte e altre da fare; con tante regole dell’emergenza che mutano magari di  quel tanto da far scattare un 3-0 a tavolino come  per la Roma che fa sei cambi. Il team manager giallorosso è il colpevole  senza dubbio, ma fino al 31 dicembre era previsto un sesto cambio in caso di supplementari.

E’ stato rieletto il presidente Lega Serie A Paolo Dal Pino che si è riservato di accettare la nomina dopo una doppia votazione non proprio plebiscitaria. Qualcosa non va, come ad esempio non va che a conclusione del girone di ritorno ancora non si conosca la data per recuperare Juventus – Napoli, né a tutt’oggi si conosce la sede della finale di Coppa Italia. Si naviga a vista?

Giornalista.

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