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Editoriale

Il Napoli non è una meteora ma una splendida realtà

Osimhen, una scheggia impazzita; Insigne in stato di grazia; Mario Rui annulla Nandez; Fabian esce tra gli applausi. Olè Napoli canta il pubblico

Il 2-0 con cui il Cagliari è stato sconfitto dice molto poco rispetto a quanto si è visto in campo dove c’era una sola squadra che giocava, divertiva e si divertiva. Il cespuglio biondo è ormai una scheggia impazzita che al 12° ha trasformato l’assist di Zielinski in un colpo al cuore cagliaritano. Mazzarri dalla panchina è sembrato  avvilito: conosce bene gli azzurri da lui definiti “una macchina di guerra”. Sperava di riuscire a contenere il suo antico Napoli ma i giocatori -ancora non suoi – ricorrevano goffamente a falli plateali per fermare la corazzata azzurra.

E sì che il Napoli visto con il Cagliari, dopo un primo tempo pirotecnico ha rallentato il ritmo facendo innervosire Spalletti che li vuole tenere sempre sulla corda. Lui sa bene che un piccolo peccato di presunzione può essere poi pagato a caro prezzo. Tuttavia, il Napoli a ritmi altissimi o medio bassi ha fatto quel che ha voluto. Dopo il gol di Osimhen offerto da uno Zielinski in veste di ala destra, il Cagliari non è riuscito ad imbastire un’azione che realmente fosse pericolosa: qualche ripetuto tentativo con la punta Joao Pedro sperando di sfruttare l’inserimento di Lykogiannis o  Nandez. Lorenzo Insigne, in stato di grazia, li ha fatti dannare fino a un tunnel con piroetta che ha infiammato i 20mila del Maradona. Nulla è mutato nel secondo tempo con il Cagliari votato a limitare i danni fino ai tre falli consecutivi di Godin  che proprio non riusciva a fermare l’ indemoniato  Osimhen. E’ rigore ‘tre volte’ che Insigne non sbaglia. 2-0 è servito e il Napoli fa 3×6.

Piovono applausi a scena aperta da tutti i salotti televisivi pronti a spiegare le doti di Osimhen che però non sempre da del tu al pallone; applausi a Insigne per i record raggiunti, pur se non segna sempre il ‘tiraggiro’; applausi ad una squadra che mostra serenità, pur se ‘bisogna vedere alla distanza; ottimo atteggiamento, pur se occorre verificare se ci sarà continuità.

Tocca a Spalletti pensare e programmare il futuro del campionato che potrebbe essere timbrato azzurro: partita per partita il Napoli   sta in cima e il capo-cordata ha vinto per ora le sfide con i tecnici di grido come Allegri, Sarri e Mourinho. Lassù sventola la bandiera azzurra. Poi, sarà quel che sarà. Intanto le vittorie del Napoli sono un inno di gioia e di goduria. Quelle bianconere….

 

Giornalista.

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