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Il Napoli inventa un’altra vittoria e sbanca anche il Franchi

La Fiorentina di Italiano ha imbracciato i Kalašnikov per intimorire il Napoli che rimonta il risultato con la tecnica e la concretezza

FIORENTINA  –  NAPOLI 1 – 2

Quella con la Fiorentina è di quelle vittorie che per un contadino significa semina. E Luciano Spalletti ha quella mentalità: “Io mi diverto e sto bene dopo la partita quando abbiamo vinto. Io sono un po’ contadino e per noi contadini sognare non è mai prudente. “

Il Napoli ha vinto la settima partita consecutiva interpretandola ancora una volta in modo diverso dalle precedenti. Nessuna vittoria è uguale alle altre, ma nessuna vittoria è arrivata per “caso”, per sfortuna dell’avversario o per un aiutino extra.

Il Napoli è la squadra da battere e la Fiorentina di Italiano ha imbracciato i Kalašnikov per intimorirla e fermarla lecitamente o illecitamente. E il Napoli ha anche sofferto alcune verticalizzazioni e un gioco aggressivo che non lasciava spazio alla costruzione azzurra. Alla mezz’ora è anche arrivato il gol della Viola sugli sviluppi di un corner con l’imbucata vincente di Martinez Quarta. Spalletti dà la carica e dopo dieci minuti Osimhen accelera e costringe proprio Martinez a falciarlo. L’arbitro Sozza ammonisce Martinez e decreta il rigore: dal dischetto Lorenzo Insigne calcia, non in modo impeccabile consentendo a Dragowski di opporsi la prima volta e anche la seconda quando Insigne tenta di ribattere, ma ci pensa Lozano a sbucare dal nulla e insaccare. Parità: ora si comincia a ragionare con il Napoli più spigliato e la Fiorentina più timorosa che rischia, sul finire del tempo, di incassare un gol di Osimhen su rovesciata di grande effetto.

Che l’aria fosse cambiata, se ne accorge presto la Fiorentina che vede il Napoli che fa il Napoli e al 50° segna il gol del vantaggio con uno schema beffa da insultare la “maremma”. Da un calcio piazzato “truccato” Insigne si smaterializza  per Zieliski che mette al centro per pesca Rrahmani solo davanti alla porta. Un colpo di testa e Dragowski spalanca gli occhi. Non demorde il Napoli che vorrebbe mettere al sicuro il risultato ma Osimhen non li giustizia e Spalletti manda forze fresche in campo facendo rientrare anche Insigne che – a caldo –non gradisce. Si rivedono Demme e Mertens, lontani dalla condizione ottimale ma finalmente arriva quel triplice fischio che consente ai tifosi azzurri di esultare in piena libertà.

Giornalista.

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