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Editoriale

Il Napoli gioca bene ma non ha il coltello tra i denti

Un Napoli senz’anima, dice Rino Gattuso; creiamo tanto ma non riusciamo a fare gol

Valeri come Giua, al contrario? Tutto può accadere. Anzi è già accaduto in questo balordo campionato, ma il Napoli ci mette del suo; la stanchezza fisiologica è protagonista e applausi per mister Conte che, durante il cooling break, invita i suoi a “ fate falli”.  Potrebbe essere questa la giusta sintesi di una partita ‘dolorosamente’ commentata da Caressa e Bergomi. Ma, andando con ordine c’è da chiedersi – e stranamente se lo chiede anche Gattuso – perché il Napoli scenda in campo troppo spesso come la bella addormentata. Poi prende un ceffone, si risveglia e comincia a giocare, provare, centrare: e lì nasce la seconda domanda – che stranamente si pone anche Gattuso – perché si crea tanto e non si segna più?

All’11° dopo una gran dormita, l’Inter passa in vantaggio con l’eterno gregario, buono per tutti gli allenatori: D’Ambrosio. A quel punto il Napoli si desta e comincia a spingere letteralmente i nerazzurri nella loro metà campo: occupa gli spazi e inizia la danza. Dopo tre minuti dal gol subito, Insigne cerca Milik che s’allunga il pallone; al 20° Insigne sfiora il palo destro di Handanovic che provoca una smorfia di grande sofferenza in Conte; al 24° Zielinski prova una staffilata costringendo Handanovic ad una super parata ; al 31° Politano in area non riesce a spingere in rete; al 36° Insigne fallisce un rigore in movimento; al 39°, in slalom Elmas calcia ma è messo corner. Napoli all’assalto che non riesce a colpire, e così anche nel secondo tempo: partenza lenta, per poi alzare i ritmi, e tornare a danzare senza riuscire a concludere a rete, anzi al 73° a subire il secondo ceffone da quel Lautaro che iniziò la sua carriera segnando al Napoli.

“Senz’anima”: Rino Gattuso liquida la questione così. “Non basta la qualità, ci vuole anima. Io mi aspetto di più: abbiamo toccato il fondo, ci siamo rialzati ma da dopo la conquista della Coppa Italia non ho più visto il coltello tra i denti. Ora dobbiamo dimenticare ciò che abbiamo fatto, stiamo sbagliando troppo sotto rete e questo porta malumore nella squadra”. Non una sola parola sull’arbitraggio del signor Valeri, non una parola su quel braccio che devia la traiettoria della palla, né del fallo subito da Maksimovic in area. Erano rigori? Forse sì, forse no. Il signor Valeri ha deciso dopo aver rivisto l’azione al Var? Antonio Conte avrebbe accettato supinamente?  Per fortuna sta per concludersi questo campionato: manca purtroppo ancora una partita e l’auspicio è quello che Gattuso lasci riposare chi ha in mente di schierare contro il Barcellona. Gli hanno chiesto se schiererà lo storico tridente e lui, sorridendo ha detto: “Mancano ancora dodici giorni”. Ma sì, contro la Lazio giochi pure Arek Milik; pensi pure al club che lo accoglierà: ma c’è?

Giornalista.

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