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Editoriale

Il mondo dorato di pochi calciatori – Anche i ricchi piangono

I pochi giocatori che vivono in un mondo dorato non accettano di ridimensionare le richieste

Fino a qualche anno fa vendere o comprare un giocatore a 40/50 milioni era un’operazione da mordi e fuggi. Le quotazioni monstre erano da 120 milioni in poi. Qualcosa è cambiato, anzi più di qualcosa se già a 20 milioni sorgono problemi di bilancio.  In più c’è un mercanteggiare sempre maggiore tra due club ma visto che aumentano a dismisura i “parametri zero”  sono diventati determinanti gli ingaggi. Tutti i club stanno vivendo una crisi post covid (e non solo) che ha ridimensionato le disponibilità così che se non si vende, non si acquista, né sono  più un affare gli svincolati che intendono difendere l’ingaggio sin qui goduto. E’ il caso anche di Dybala che discuteva di 9 milioni, per scendere a 7 ed essere (quasi) mollato dall’Inter. E fanno fatica tutti a trovare un club disposto a sborsare soldi ad occhi chiusi.

E’ una verità sotto gli occhi di tutti e pure i pochi giocatori che vivono in un mondo dorato non accettano di ridimensionare le richieste. In Italia i calciatori tesserati  sono circa 1 milione e 70mila e i calciatori tesserati per le società di Serie C potranno ricevono un compenso annuale lordo minimo da 20 mila a 26mila.  Eppure ingaggi da 1,5milione l’anno sono considerati quasi da sfigati. Occorre ancora del tempo perché un livellamento verso il basso cominci ad essere una regola; intanto si vedrà il 1° settembre chi, tra tutti gli svincolati avrà fatto un affare, chi avrà (per ora) guadagnato; chi avrà rimpianti per aver rifiutato un rinnovo di contratto.

(Foto Tuttosport)

Giornalista.

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