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Il magistrato Giancarlo Caselli: “Quale vantaggio per il Napoli a non giocare?”

L’ex membro del Consiglio  Superiore della Magistratura ed ex Procuratore della Repubblica Giancarlo Caselli pone la domanda più semplice: cui prodest?

Respinto il ricorso del club contro la sconfitta a tavolino (con punto di penalizzazione) dopo il caso Juve – Napoli, i legali  del club azzurro avranno trenta giorni per presentare il nuovo ricorso al Collegio di Garanzia del Coni, di fatto ultimo grado della giustizia sportiva. Probabile che già il Collegio del Coni chiederà l’intero dossier di documentazione presentato presso la Corte d’Appello, ma nel dibattimento che si terrà presso il Collegio del Coni si dovranno avere risposte che nella sentenza della Corte non si evidenziano.

La Corte d’Appello, nelle motivazioni parla in modo discrezionale di alibi precostituito senza prove d’accusa e soprattutto senza rispondere ad una domanda di ordine sportivo: perché il Napoli avrebbe voluto sottrarsi ad una partita apertissima in un momento in cui era la Juventus la squadra più in difficoltà, con un organico da completare e un tecnico principiante?.  Cui prodest? Un organo di massima garanzia della giustizia sportiva dovrebbe porsi questa domanda nel momento in cui la convinzione è quella che il patron dl club  avrebbe premeditatamente orchestrato un veto per non giocare. La domanda se l’è posta anche Giancarlo Caselli, ex membro del Consiglio  Superiore della Magistratura ed ex Procuratore della Repubblica, intervistato sulle frequenze di Radio Punto Nuovo.  “Juventus-Napoli: personalmente avrei preferito che si decidesse di giocare  perché mi sembra una decisione più equa, meno drastica ed autoritaria, più di mediazione. Altrimenti, ci tiriamo dentro una zavorra per tutto il campionato. Non è un bene per il campionato“.

Le parole della sentenza – continua nell’analisi Caselli – sono molto forti, parole pesanti. Manca però una risposta nella sentenza: quale vantaggio a non giocare quel giorno, questo manca nella sentenza secondo me. Il Napoli non aveva interesse a non giocare. Parlare di preordinazione mi sembra eccessivo”.

Caselli ha infine aggiunto: “Sono stato magistrato per 50 anni: rispetto assoluto per le sentenze tutte. C’è possibilità di terza istanza per il Napoli ed anche ricorso alla Giustizia ordinaria. Le norme sul Covid sono confuse e ballerine, in particolare in Italia. Poi, ci sono gli incroci di competenze: c’è stata una linea di grande severità, sia per il Napoli, sia per la Roma“.

Giornalista.

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