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Il grande ex in panchina, non sempre un’ottima idea per le squadre di Serie A

La Juve ha scelto Pirlo, ma gli ex giocatori in panchina non sempre sono stati vincenti. Ecco i precedenti da Ferrara a Gattuso, passando per Seedorf ed Inzaghi

La scelta di Pirlo da parte della Juventus è sicuramente un elemento di rottura ed una scommessa, ma non si tratta di una novità assoluta. Forse Agnelli nel momento della scelta ha pensato a Conte, che alla Juve è stato subito vincente. Però, si tratta di un’eccezione: parecchie storie del passato dimostrano che non sempre il grande ex come allenatore è una mossa vincente.

In primis, l’avventura di Ciro Ferrara sulla panchina della Juventus è stata una fallimento. L’ex difensore è diventato allenatore dei bianconeri nel maggio 2009 dopo l’esonero di Claudio Ranieri. I buoni risultati e la qualificazione diretta alla fase a gironi della Champions League sono valsi a Ferrara la conferma anche per l’anno successivo. Ma, dopo pochi mesi, nel gennaio 2010 però è arrivato l’esonero a causa di una serie di risultati negativi, venendo sostituito da Alberto Zaccheroni.

Anche al Milan si sono affidati per lungo tempo agli ex giocatori. L’ultimo in ordine di tempo è stato Rino Gattuso, che dopo 18 mesi alla guida del club si separò consensualmente dai rossoneri. Per lui ben poche soddisfazioni, ma comunque un campionato all’altezza col materiale che aveva, dimostrando di avere le qualità per guidare un club importante.

Poi, il Milan, dopo l’esonero di Massimiliano Allegri nel gennaio 2014, con la spinta del presidente Silvio Berlusconi, scelse di affidare la panchina all’ex centrocampista Clarence Seedorf. L’olandese però è rimasto in carica solo fino alla fine della stagione con grande delusione dei pronostici.

Ancora al Milan, nel 2014-15, toccò a Filippo Inzaghi, promosso come allenatore della prima squadra dopo aver fatto ottime cose con la Primavera. Anche per Superpippo una grande delusione: risultati altalenanti e la sua avventura finì con l’esonero dopo una sola stagione.

Sempre in casa Milan la possibilità è stata data anche a Cristian Brocchi subentrato a Sinisa Mihajlovic, esonerato nell’aprile del 2016. L’ex centrocampista non è stato confermato dopo i risultati in campionato e la sconfitta in finale di Coppa Italia contro la Juventus (1-0 ai supplementari).

A Roma è durato poco anche Vincenzo Montella. L’ex attaccante giallorosso si è seduto sulla panchina della prima squadra, a soli 36 anni, dopo le dimissioni di Claudio Ranieri nel febbraio del 2011. A fine stagione la società non gli ha rinnovato il contratto e lo ha rimpiazzato con Luis Enrique.

L’esperimento di un ex in panchina è fallito anche in casa Inter. Infatti, nell’ottobre del 2000 il presidente Massimo Moratti ha esonerato Marcello Lippi ed ha scelto come allenatore Marco Tardelli. L’avventura dell’ex campione del mondo è durata pochi mesi: a fine stagione Tardelli è stato esonerato, anche con lo scotto dell’umiliante derby perso 6-0.

Insomma, la lista sarebbe lunga. Questi esempi però bastano a far riflettere: Pirlo riuscirà a non fare la fine di questi suoi colleghi?

Giovanni Frezzetti

Collaboratore Master in “Giornalismo sportivo”, presso la Gazzetta dello Sport

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