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Editoriale

Il Giornale: “Le peggio cose”….subite da Koulibaly

Koulibaly era stato sommerso da ululati razzisti a San Siro dagli interisti e i tifosi arrivarono allo stadio con la maschera di Koulibaly

Il quotidiano milanese “il Giornale” ha ripercorso i lunghi anni trascorsi a Napoli da Kalidou Koulibaly e scrive: “Preso dal Genk a maggio del 2014, a Napoli ha dovuto sopportare le peggio cose, perfino schivato per strada, la scimmia, i tifosi si chiedevano se per caso De Laurentiis avesse in progetto di esportare i suoi cinepanettoni nelle Fiandre perché 8 milioni per quella massa di chili col calcio proprio non c’entrava per niente. Rafa Benitez, dopo una prima esplorazione superficiale e sotto la spinta della piazza, ha iniziato a preferirgli Miguel Angel Britos e lo ha scaraventato addirittura in panchina. Lui sempre silenzioso, mai una parola in più”.

E a strettissimo giro di posta, il giornalista Carlo Alvino ha risposto su twitter: “ C’è da vergognarsi quando scrivono certe cosa. Accusare Napoli e i napoletani di razzismo nei confronti di Koulibaly è una delle peggiori sozzerie mai lette. Chiedetelo al diretto interessato quanto amore ha  trovato in città. Questo è Il Giornale. Siete voi i razzisti”.

Comunque il più stupito di tutti sarà proprio Kalidou Koulibaly che ha sempre trovato man forte a Napoli per tutte le battaglie contro i razzisti sullo stadio (e non solo). E stupita potrebbe essere anche una meastra a leggere “le peggio cose”….

Un po’ di creatività nel riempire un  (G) giornale è anche da comprendere,  ancor più quando il direttore del Giornale è Augusto Minzolini che con la sua lunghissima carriera attraversando la politica (personale) da comunista a Forzista, da romano tifoso dell’Inter con quattro fratelli ridiventati tifosi della Roma,  dalla rimozione dal Tg1 al nuovo incarico ecc. ecc, ecco, Minzolini  ha reso fitta fitta la pagina Wikipedia che racconta delle sue tante esperienze non tutte esaltanti.

“A metà degli anni ’90 – scrive Wikipedia – si inizia a parlare di «minzolinismo», neologismo inteso come «forma di giornalismo che si basa sulla raccolta di dichiarazioni anche informali di uomini politici» non del tutto verificabili.  Tra gli esempi di “minzolinismo”: Il 22 marzo 1994, in un suo articolo su La Stampa apparve una dichiarazione di Luciano Violante, all’epoca presidente della Commissione Antimafia, che rivelava il coinvolgimento di Alberto Dell’Utri, fratello di Marcello, braccio destro di Silvio Berlusconi, in una inchiesta giudiziaria insieme al boss mafioso Nitto Santapaola. Violante smentì e querelò Minzolini, ma fu costretto a dimettersi per il clamore suscitato dalle sue dichiarazioni. Nel 1996  Minzolini rivelò che l’intervista, nella parte relativa alle dichiarazioni di Violante su Dell’Utri, non era mai avvenuta ed era «frutto di impressioni soggettive determinate da un malinteso all’interno di una conversazione su altro soggetto».  Un piccolissimo esempio tra i tantissimi a disposizione che possono però spiegare come si possa inventare anche il razzismo subito da Koulibaly a Napoli:  frutto di impressione soggettiva?

Ma intanto qualche ricerca il direttore del Giornale avrebbe pure potuta farla ricordando ad esempio lo Stadio San Paolo, alla vigilia dell’incontro con il Bologna, gremito in ogni ordine di posti con i tifosi con la maschera di Koulibaly che era stato sommerso da ululati razzisti a San Siro dagli interisti. Ma di manifestazioni di affetto ce ne sono state tante, come dopo l’oltraggio a Firenze, (scimmia) ma a Napoli  tutto si semplifica come ha fatto una gentile signora, M.Rosaria Coppola, che  ha difeso un ragazzo proveniente dallo Sri Lanka, di una aggressione razzista da parte di un giovane passeggero, dicendo: “Non sei razzista, sei str..” ricevendo l’onoreficenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal presidente Mattarella.

Giornalista.

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