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Il flop di Dazn

Quel che stupisce è la motivazione di Dazn stesso lo stop durante Inter-Genoa “ accaduto per l’alto picco di accessi su una delle Cdn”. Se il futuro è questo, un grande passo indietro

Il calcio è la cosa più importante tra le cose meno importanti e non può essere oltraggiato da un’emittente che può fare 999 altre forme di trasmissioni, ma non il calcio.

Il debutto di Dazn è stato un vero flop con uno stop di tre minuti nella visione di Inter-Genoa,   ma quel che stupisce è la motivazione di Dazn stesso per l’incidente “ accaduto per l’alto picco di accessi su una delle Cdn”, ovvero i provider che distribuiscono i contenuti. Dazn, spiega l’Ansa, è subito intervenuta, distribuendo il traffico su altre Cdn e l’impatto, non è stato “numericamente importante” in proporzione all’elevata quantità di contatti per la prima partita della squadra nerazzurra”. Ma la seconda giornata è stata forse peggiore della prima: immagini che si bloccano e si caricano a fatica, interruzioni, scarsa qualità, così dai tifosi ultrà ai comuni appassionati, sui social spopola l’hashtag #DaznOu

Con enfasi, Dazn annuncia che è pronta  a diventare la casa della Serie A con 7 gare in esclusiva (e le altre 3 in co-esclusiva) ogni giornata. Addio parabola dunque con il calcio che punta sempre più sulle piattaforme internet per entrare definitivamente nel futuro.

Se questo è il futuro, se è questa la pubblicità da veicolare, c’è solo da rimpiangere l’impianto Sky che ha sempre ricevuto aspre critiche per commenti talvolta di parte e per i costi alti: nessuno ha mai potuto discutere l’alta professionalità e organizzazione con cui Sky ha coperto ogni evento sportivo e ogni incontro di calcio: dallo spogliatoio al campo, al dopo partita, ai commenti. Il tutto con una facilità di manovra di un telecomando obbediente al proprietario.

Già organizzare una Tv per ricevere Dazn è stata una spesa, ma il dopo è allucinante e se dall’alta definizione fino al 4 K che rappresentava il futuro con immagini sempre più nitide, la Tv fa un passo indietro fino ai tempi di Mike Buongiorno.

E tuttavia Dazn è questo: la Lega lo sapeva, i presidenti lo sapevano e tutti hanno contato i quattrini da incassare e non la qualità del prodotto. Come se in una gara d’appalto si scegliesse un imprenditore con offerta al ribasso anche senza garanzie.

Una mancanza di rispetto verso i tifosi e verso il calcio.

Giornalista.

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