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Calciomercato

Il calciomercato condizionato dalle incertezze del Decreto Crescita

L’incertezza obbliga i club ad un’analisi del potenziale rischio fiscale

Resta ancora avvolta nel mistero la soluzione del Decreto Crescita ovvero gli Sgravi fiscali sportivi professionisti e Il rinvio del regime fiscale per gli sportivi professionisti “impatriati” stabilito dall’Agenzia delle Entrate nei giorni scorsi rischia di scontrarsi con le istruzioni alla dichiarazione dei redditi approvate con provvedimento del 31 gennaio 2020 dalla stessa Agenzia.

Calcio e Finanza ha provato a far chiarezza di un impiccio che parte dal 2019: il Decreto Crescita del 2019 – ricorda il Sole 24 Ore – aveva infatti esteso la platea dei beneficiari del regime speciale per i lavoratori “impatriati” anche gli sportivi professionisti, con tassazione ridotta al 50% per i redditi da lavoratore dipendente per chi trasferisce la propria residenza in Italia dopo almeno due anni all’estero e impegnandosi a mantenere la residenza in Italia per almeno due anni.

Con Dpcm sarebbero dovute poi essere definite le modalità per il versamento del contributo, ma il decreto ad oggi non è stato emanato. Su queste basi, l’Agenzia delle Entrate ritiene dunque che la disciplina speciale non si possa applicare.

Tralasciando al momento i dubbi sulla gerarchia delle fonti (il Dpcm è norma di rango secondario rispetto alle disposizioni del decreto Crescita che hanno stabilito l’applicazione degli incentivi dal 2019), il paradosso è che la circolare è in contraddizione con le istruzioni alla dichiarazione dei redditi già approvate per il 2019 dalla stessa Agenzia.

Nel quadro RC – Redditi di lavoro dipendente e assimilati, sezione I, del modello Redditi 2020 (e vale anche per il quadro C del modello 730/2020) è prevista la casella “Casi particolari” in cui indicare il codice “9” per dichiarare la spettanza delle agevolazioni da parte degli sportivi professionisti.

Vero è che di solito il beneficio è riconosciuto direttamente dal datore di lavoro (la società sportiva) e, quindi, la sezione andrebbe compilata solo nell’ipotesi in cui la società non abbia potuto riconoscere l’agevolazione e il contribuente intenda fruirne direttamente in dichiarazione. Le istruzioni sono però inequivoche e assumono che le disposizioni agevolative siano pienamente operanti.

L’incertezza è comunque destinata ad influenzare la sessione invernale del mercato dei trasferimenti ed obbliga i club ad un’analisi del potenziale rischio fiscale, valutando eventuali accantonamenti e clausole contrattuali ad hoc nei rapporti con gli sportivi.

 

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