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Il calcio cerca credibilità: Alfredo Trentalange assicura la svolta

Trentalange ha battuto Nicchi e promette trasparenza e dialogo

Due giorni fa è stato eletto Alfredo Trentalange quale  nuovo presidente dell’Associazione italiana arbitri fino al 2024. L’ex fischietto internazionale ed ex capo del settore tecnico degli arbitri ha battuto Marcello Nicchi, in carica da tre mandati consecutivi, con 193 voti validamente espressi dall’Assemblea generale dell’Aia: per Nicchi 125 voti, 2 schede bianche.

Il nuovo presidente dell’AIA, Alfredo Trentalange, 57enne, torinese, è un ex arbitro internazionale ed ex responsabile del settore tecnico arbitrale.  Si definisce come “la discontinuità” rispetto all’era Nicchi, e promette un’Aia fatta di “progettualità e innovazione” ma soprattutto fondata “su condivisione e trasparenza”.

Poi le parole di ringraziamento e di saluto:

Un grandissimo grazie a tutti coloro che hanno reso possibile la mia elezione, e un grazie speciale a Marcello Nicchi. Mi ha insegnato molte più cose di quelle che ci siamo detti. Glielo devo, perché il percorso che ha fatto è stato pieno di valori, di impegno, e quello che lui ha dato a questa associazione resterà per sempre nel mio cuore”.

“Oggi proviamo a fare squadra – ha aggiunto l’ex fischietto torinese – Voi siete l’Aia, vi prego di chiamarmi presidente solo se ci saranno dei problemi, altrimenti chiamatemi Alfredo. Qui possiamo condividere come una squadra, e confrontarci. Fuori siamo dei modelli per i più giovani, credo dobbiamo restituire ai giovani quello che gli altri ci hanno dato. Non è difficile, ce la possiamo fare. Siamo come alberi, possiamo perdere le foglie ma mantenere le radici. Possiamo cambiare le idee pur mantenendo intatti i principi”.

E all’indomani dell’elezione, torna alla mente un post di Maurizio Pistocchi che nel gennaio 2019 anticipava l’avvento di Trentalange al posto di Nicchi alla presidenza dell’Aia, l’Associazione Italiana Arbitri: “Trentalange, torinese, famoso perché insieme a Roberto Rossetti si allena al centro sportivo Sisport, proprietà Fiat, insieme con la Juventus”.

Dopo due anni, si è avverata la previsione e Trentalange si accomoda al posto di Nicchi chiarendo il programma di innovazione che ha in mente, tra cui la volontà di sfatare il tabù del silenzio: “Gli arbitri devono parlare di più. Dobbiamo farlo. Sarà una cosa naturale, anche con i mass media, e sarà un rapporto reciproco, nel rispetto dei ruoli, con le metodologie appropriate. Ma dobbiamo assolutamente adeguarci a una comunicazione più efficace e più aperta”.

Il nuovo presidente, avrà tra le mani il futuro del calcio che da questa pandemia ha ricevuto danni economici che si traducono in ridimensionamenti dei club e di appetiti di imprenditori provenienti da altri continenti per mettere le mani sul calcio italiano.

Tocca a Trentalange ora,  (un ex fedelissimo di Nicchi), la svolta assicurando trasparenza e dialogo: il calcio deve trovare credibilità

Giornalista.

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