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Ibrahimovic a Sanremo: il calcio da Circo, o il Circo per il calcio?

La società Calcio Napoli crede ancora nel valore dei giocatori lontani dal gossip

E’ tornato a Milano  Zlatan Ibrahimovic proveniente dalla Svezia dove ha acquistato un bosco di 1000 ettari per 3 milioni di euro. Dopo le visite di controllo che hanno confermato il lento recupero dall’infortunio al polpaccio, Ibra penserà  ad allenarsi per un rientro non immediato, si parla per la gara contro il Cagliari.  Un campione, un dio del calcio che a 39 anni continua a calzare le scarpette piuttosto che appenderle al chiodo. Un grande atleta che ha preso per mano il Milan e lo spinge verso la vetta alla modica cifra di 7 milioni di euro l’anno.

Ma ora Ibra vuole provare anche il brivido della scena, del teatro: l’emozione dei riflettori che solo Sanremo può dare. Amadeus non stava più nella pelle quando ha potuto annunciare: “Ibra ci sarà tutte e cinque le sere e non salterà nessuna partita del Milan, nonostante io da interista ci abbia provato in tutti i modi”. Da grande professionista, Ibra ha assicurato la sua presenza in campo, quindi Sanremo, dal 2 al 6 marzo rappresenterà soltanto un diversivo per lui, che già è un di(v)o. La società, dal canto suo ha scritto: “Il Milan comunica che era già stato informato dal giocatore della partecipazione, frutto di un accordo contestuale alla firma del nuovo contratto con il Milan e conferma che Ibrahimovic rispetterà tutti gli impegni richiesti dal club, come ha sempre fatto dimostrando assoluta professionalità”.

E c’è da crederci, ma Stefano Agresti, direttore di calciomercato.com, ha voluto immaginare la settimana che vivrà lo svedese dal 2 al 6 marzo : Martedì 2: allenamento Milanello e via a Sanremo, con ritorno a Milano nella notte. Mercoledì 3: partita di campionato con l’Udinese e via a Sanremo (con ritorno a Milano, ovviamente). Giovedì 4 e Venerdì 5: su e giù, allenamento e Festival, allenamento e Festival. Sabato 6: rifinitura a Milanello, finale del Festival, viaggio per Verona nella notte. Domenica 7, dopo qualche ora di sonno: partita di campionato. Solo a immaginarla, una settimana così, se ne esce distrutti.

Comunque la notizia di Ibra al festival di Sanremo, per molti,occupa la casella del gossip. Il gaudente campione che ride e scherza con il pubblico, si esibisce in qualche vocalizzo, accenna il ballo: e giù applausi.  Per molti è così; per altri è uno schiaffo al calcio che per andare avanti sembra aver bisogno delle stelle cadenti. E si parla di marketing, diritti d’immagine; di fallower ; di wags. Accanto ad ogni giocatore, su tutti i quotidiani sportivi, la compagna del momento in bikini o pazienti cavalli per supportare immagini spinte: tutto pur di fare girare l’interesse verso il pallone.

E la società calcio Napoli, seduta in poltrona, osserva, magari si diverte, ma non ha la stessa filosofia. Il Presidente De Laurentiis, anche molto criticato, si è sempre girato dall’altra parte di fronte al tramonto degli dei. Fosse Ronaldo o Ibra o Ribery che “spaccano”, fosse il Papu Gomez o Quagliarella campioni non d’immagine ma di sostanza, De Laurentiis vuole ancora parlare di sport. Antiquato come non mai, pretende di vincere sul campo, dribblando i tavolini, vincendo con gente che appartiene alla maglia su misura.

Qualche anno fa Massimiliano Allegri derideva del Napoli il calcio da circo, quel calcio che poi la sua ex squadra ha cercato invano di ricreare prima con l’attore (Higuain) e poi con il regista (Sarri). Oggi il calcio ha bisogno dello spettacolo in cerca di riflettori. Il Napoli ha sempre cercato (o almeno tentato) lo spettacolo in campo inseguito talvolta dai riflettori.

Giornalista.

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