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Ibra – Lukaku: si attendono le decisioni del giudice

Eventuale intervento della Procura Federale che potrebbe  aprire una inchiesta su questa sporca pagina

Si attendono in giornata le decisioni del Giudice Sportivo in merito alla lite tra Ibrahimovic e Lukaku durante la partita valida per i quarti di finale tra Milan e Inter. Una pagina sporca che sporca il calcio simile ad una trappola che ha finito per colpire chi l’aveva progettata.  La decisione del Giudice Sportivo si baserà su quanto scritto dall’arbitro Valeri nel suo referto. E dalle  prime indiscrezioni, il direttore di gara  pare non abbia fatto riferimento a frasi razziste, ma solo a ‘reciproche scorrettezze’. Probabile quindi che la sanzione sarà di un turno a testa. Tuttavia bisogna considerare l’eventuale intervento della Procura Federale che potrebbe  aprire una inchiesta raccogliendo immagini televisive e audio emersi nelle ore successive al derby che hanno chiarito buona parte dello scambio dialettico tra i due giocatori.

TWM chiarisce: se sulla frase di Lukaku mentre era nel tunnel c’è ancora da chiarire il labiale e quindi il reale significato (“I’m shoot you at” o “shit you on your head”) su quella di Ibrahimovic ci sono molti meno dubbi (“Go to do your voodoo shit”). Ecco perché, se la Procura Federale aprirà una inchiesta e interpreterà questa frase rivolta da Ibrahimovic nei confronti di Lukaku come razzista, quanto detto da Ibrahimovic potrebbe rientrare nell’articolo 28 del codice di Giustizia Sportiva, che prevede sanzioni molto dure.

La pesante lite commentata duramente sui social, era stata oggetto di considerazioni anche da parte del noto giornalista Paolo Condò, e riportate da Repubblica, che ha detto:   “Quello che Ibra ha fatto a Lukaku nel derby di coppa Italia ha un nome molto preciso: si chiama trash-talking , ed è un metodo – largamente diffuso nelle competizioni di vertice, e spesso anche nella partite di calcetto fra colleghi – per innervosire l’avversario portandolo a sbagliare, a reagire, a farsi espellere. I professionisti del settore, e Ibra certamente lo è, memorizzano le informazioni che possono tornare utili, quelle che rivelano i punti deboli degli avversari: la storia dei riti voodoo è una cretinata tirata fuori dal proprietario dell’Everton per giustificare agli azionisti il fatto che Lukaku all’epoca se ne fosse andato anziché prolungare il suo contratto. Romelu si adirò molto per la falsità, e di quella rabbia ovviamente è rimasta traccia in rete: chi vuole provocarlo, sa dove colpire. Oltre a questa carineria, Ibra gli ha tirato addosso pure la storia dell’asino (donkey) che a Manchester tormentava il belga in due sensi: uno riguardava i suoi limiti tecnici, l’altro era appunto un doppio senso. Ce n’era d’avanzo per farlo reagire (e infatti Lukaku è partito con insulti e minacce) fidando nel fatto che l’arbitro non conoscesse l’intera storia, e dunque notasse la reazione assai più della provocazione: che poi è l’esatto obiettivo degli “artisti” del trash-talking.”

La brutta pagina andata in scena alla scala del calcio,  ha indotto il Codacons  a diffidare la Rai: “ Impensabile il suo intervento al Festival di Sanremo”.  Carlo Rienzi, presidente dell’associazione, ha dichiarato: “La Rai rischierebbe infatti di far passare l’errato messaggio che l’azienda avalla il razzismo, dando un posto d’onore ad un calciatore che si è reso protagonista di un episodio odioso. Al contrario Sanremo, così come lo sport e gli spettacoli in generale, dovrebbe essere tempio dell’uguaglianza e del rispetto di ogni individuo e di ogni diversità. Per tale motivo inviamo oggi una formale diffida alla Rai, dove si chiede, nel caso in cui il Festival dovesse svolgersi regolarmente, di non consentire la partecipazione di Ibrahimovic alla kermesse”.

Giornalista.

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