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Le interviste di Contropiede Azzurro

“I miei 15 anni da medico sociale del Napoli”: intervista al Dottor Alfonso De Nicola

Uomo di scienza e di sport, il Dottor De Nicola racconta in esclusiva i suoi 15 anni da medico sociale del Napoli

Il Dottor Alfonso De Nicola, con il suo lavoro attento e scrupoloso, è stato un tassello fondamentale nella costruzione del Napoli del presidente De Laurentiis. Momenti difficili e momenti di gioia, 15 anni di duro lavoro per migliorare le prestazioni fisiche dei calciatori e per permetter loro di recuperare al meglio dagli infortuni. In esclusiva il dottor De Nicola racconta questi suoi 15 anni al Napoli, un percorso dalla Serie C alla Serie A, sperando un giorno di tornare a ricoprire questo ruolo.

Buon pomeriggio Dottor De Nicola. Che ricordi ha di questi 15 anni da medico sociale del Napoli?

“Per me è stato il periodo più bello della mia vita. Sin da bambino sognavo di fare il medico sociale del Napoli, quindi per me è stato un punto di arrivo. Sono stato fortunato a trovare una grande società che mi ha permesso di lavorare liberamente e mi ha dato la possibilità di fare tutto ciò che andava fatto. Ho avuto tantissime soddisfazioni professionali in 15 anni. Ricordo il lavoro straordinario che abbiamo fatto per riabilitare alcuni calciatori come Grava, Lucarelli, Zalayeta, Gargano, Mesto. Avevano subito brutti infortuni, peggio di quello che si sapeva in giro, recuperarli è stato davvero un grandissimo successo professionale. Poi devo dire la verità, i ragazzi sono sempre stati fantastici nei miei confronti.”

Il momento professionale più difficile qual è stato?

“Sicuramente un momento difficile era quando dovevamo fare un lavoro psicologico sui ragazzi che avevano subito brutti infortuni. Dovevamo aiutarli a reagire perché alle volte erano davvero giù di morale. Mi hanno sempre seguito ed insieme abbiamo superato queste brutte situazioni. Un momento difficile è stato anche l’infortunio di Ghoulam, il ragazzo ha subito davvero una serie di sfortune. L’infortunio era grave, io ho dovuto mitigare la situazione anche per non abbattere il ragazzo, ma aveva davvero subito un brutto infortunio. Un altro al suo posto avrebbe smesso di giocare, ma Faouzi è un ragazzo d’oro, una persona speciale, è molto religioso ed è un ragazzo fortissimo che ha reagito alla grande nei brutti momenti.”

Il calciatore che l’ha stupita di più fisicamente?

“Devo dire la verità che Cavani, Hamsik e Lavezzi mi stupirono. Avevano un grandissimo potenziale e noi li mettemmo a puntino in tutto e per tutto affinché potessero sfruttare pienamente la loro struttura fisica. Il Pocho soprattutto, l’abbiamo davvero messo a puntino ed è esploso come calciatore. Ma devo dire la verità, Ghoulam è quello che mi ha colpito di più, poi come ho detto prima purtroppo è stato sfortunato. Fauzi ha delle caratteristiche genetiche impressionanti. Ha una resistenza allo sforzo pazzesca, non suda neanche, fa il campo su e giù come nulla fosse. Io ho sempre creduto in questo connubio tra medicina sportiva e genetica, penso sia il modo del futuro per affrontare la medicina sportiva. Proprio per questo ho avuto una stretta collaborazione con il Professor Antonio Giordano.”

Non c’è nessun nesso tra il suo addio e l’arrivo di Ancelotti?

“Assolutamente no. Con Ancelotti ho avuto un rapporto cordiale. Io non sono andato via, semplicemente mi hanno detto che il mio ciclo a Napoli era finito. Non ci sono state le condizioni progettuali per proseguire, ma penso che non ci fosse malafede da parte di nessuno.”

Il calcio ora è fermo. Nel caso si riprendesse quanto peserà questa lunga inattività sulle prestazioni dei calciatori?

“Andrebbero rifatti tutti i test fisici fatti in passato su ogni calciatore. Inoltre, bisognerebbe valutare l’esito di un’eventuale infezione da Coronavirus e le sue eventuali conseguenze sulle prestazioni dei calciatori. Questo virus va studiato: bisogna capire a che temperatura si disattiva, a che temperatura si trasmette e come si trasmette. Bisogna sempre ricordarsi che il calcio è uno sport di contatto. La FIGC dovrebbe consultarsi di più coi medici sociali. Invece fino ad oggi sono stati impartiti solo ordini che alle volte sono pure difficili da eseguire. Non si possono fare le regole senza consultare i medici sociali delle varie squadre. Poi ci vorranno più medici sociali per ogni squadra per gestire questa situazione. Io sono in contatto con il Professor Castellacci che è presidente della Lamica (Libera Associazione Medici del calcio) che ha lanciato questo allarme: i medici sociali devono essere consultati in questa situazione.”

Bisognerà fare una preparazione atletica speciale per evitare un eccessivo rischio di infortuni?

“Bisogna fare grande prevenzione, il rischio di infortuni ci sarà. Sicuramente rispetto alla solita preparazione estiva andrà fatto un lavoro ancora più meticoloso. Molti calciatori hanno lavorato singolarmente e se l’hanno fatto bene saranno meno a rischio.”

Chi è l’allenatore con cui si è trovato meglio?

“Sono stato bene con tutti. Quelli con cui sono stato meglio sono Reja e Mazzarri perché abbiamo lavorato insieme per 5 anni. Con gli altri ho lavorato meno tempo, ma anche Benitez era una persona fantastica con la quale ci siamo tolti grandi soddisfazioni.”

Per concludere, la rivedremo ancora fare il medico sociale?

“Certo, ho voglia di continuare questo mio lavoro. Vorrei tornare al Napoli, sono molto legato. Per tornarci però bisogna ristabilire le stesse condizioni del passato e stabilire un progetto. Io lo spero e sono a disposizione.”

Giovanni Frezzetti

Giornalista.

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