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I media stranieri, Tiémoué Bakayoko come George Floyd

Sembra l’America più profonda, invece è Milano”, hanno scritto i radicali.

L’episodio occorso a Bakayoko nel corso di un controllo di polizia e documentato da un video divenuto virale, ha suscitato polemiche, critiche infuocate e accuse di razzismo. Il centrocampista, come ha ricostruito la Rosea,  si è trovato una pistola puntata contro, solo per uno scambio di persona. Ma Tiémoué Bakayoko deve aver ripensato a lungo a questo brutto episodio. I fatti risalgono al 3 luglio, siamo a Milano, tra piazza Gae Aulenti e corso Como. Dopo una sparatoria tra senegalesi per questioni di spaccio, la polizia ferma un suv scuro con a bordo due persone che pare avessero diverse corrispondenze ad alcuni protagonisti della sparatoria (in particolare si parla di una maglietta verde). Il tutto viene ripreso da un automobilista di passaggio e postato sui social solo di recente.

La polizia intima a Bakayoko, che era al volante dell’auto, di scendere e subito lo immobilizza contro la volante e lo perquisisce in modo piuttosto invadente, con un agente che gli tiene fissa una mano sul collo. Il tutto mentre una poliziotta tiene costantemente sotto tiro chi era rimasto dentro l’auto. Soltanto in un secondo momento gli agenti si rendono conto di aver fermato il centrocampista del Milan. “Chi è?”, si intuisce dal labiale del poliziotto che lo sta perquisendo. Quindi gli occhi alzati al cielo, le scuse e il rilascio. Ma Bakayoko non dimenticherà facilmente la tensione di quei minuti.

E all’ANSA la Questura ha affidato la spiegazione dopo le accuse di razzismo:”Sono commenti fuori luogo, il controllo è scattato perché Bakayoko e l’altro passeggero corrispondevano perfettamente, per un caso, alle descrizioni, e ovviamente è terminato quando ci si è resi conto di aver fermato una persona che non c’entrava”

Sulla vicenda è intervenuta  Amnesty Italia.  “Le immagini del fermo di Bakayoko – proprio profilo Twitter – fanno pensare a una profilazione etnica. Una pratica discriminatoria che su una persona non famosa avrebbe potuto avere conseguenze gravi”: lo scrive Amnesty Italia sul proprio profilo Twitter dopo che il video del controllo da parte della polizia al giocatore del Milan è diventato virale online.

Ai giornalisti che gli chiedevano un commento, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha detto di aver visto il video ma di non aver parlato con il questore. “Non saprei, quindi, commentarlo e non vorrei dire cose improprie. Sentirò il questore”, ha affermato

La notizia e il video sono stati ripresi anche dai media stranieri. Tiémoué Bakayoko come George Floyd, almeno per un attimo: il paragone fra il calciatore e l’uomo ucciso dalla polizia a Minneapolis nel 2020 è ricorrente online dove il video del controllo al centrocampista da parte delle volanti di Milano è arrivato anche sul sito del Daily Mail che parla del “momento terribile” che ha vissuto.

“E’ stato vittima di profilazione razziale da parte della polizia, con pistola puntata e perquisizione veemente. Sembra l’America più profonda, invece è Milano”, hanno scritto i radicali.

L’ex segretario della Fim Cisl, ora coordinatore di Base, Marco Bentivogli, ha invece commentato che “dopo che hanno scoperto che era ricco e famoso, è diventato incredibilmente un bianco ricco”.

“Bakayoko stava per diventare il nuovo Floyd” scrivono altri navigatori su twitter mentre sul profilo Instagram del calciatore c’è chi lo invita a denunciare gli agenti o semplicemente commenta “vergogna Milano”, e chi ironizza: “Vero che non hai convinto questa stagione ma disfarti di te facendoti arrestare ha un po’ esagerato Maldini eh”.

Foto Gazzetta dello Sport

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