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Higuain: “Quando la Juventus è arrivata non c’era spazio per dubitare”

Quanti insulti ‘odio ricevuto dai tifosi del Napoli, ma poi in otto partite ho segnato sei gol contro di loro.

Vuol riguadagnare una popolarità sopita Gonzalo Higuain che in pochi giorni rilascia interviste per dire a tutti che a 35 anni ancora non è stanco.  Cinque giorni fa in un’intervista ai canali ufficiali dell’Inter Miami, disse “Se mi guardo indietro mi viene la pelle d’oca, ma ancora non mi sono stancato di giocare”. Tanti i campioni con cui ha vissuto le esperienze di spogliatoio e di alcuni ha detto: “Ronaldinho l’ho affrontato – ricorda il ‘Pipita’ -, con Roberto Carlos ci ho giocato insieme così come con Dybala. Anche con McKennie sono stato compagno di squadra, condividendo anche solo qualche giorno alla Juventus”.

Una carriera iniziata in Argentina con la maglia del River Plate che lo cedette giovanissimo al Real Madrid dei ‘Galacticos’: “Avevo 19 anni quando ho conosciuto Roberto Carlos e mi ha accolto con amore e umiltà. Lui, Ronaldo, Beckham, Raul, Van Nistelrooy, Casillas, Helguera e Cannavaro: tutti loro trattavano noi giovani con affetto e con una modestia incredibile. E potrei continuare a fare nomi”.  Poi il Pipita ha ricordato Maradona: “La mia prima Coppa del Mondo è stata speciale perché ho avuto Diego come ct e ho provato una serie di sensazioni incredibili. Ma in generale mi sono goduto tutti i Mondiali perché sono un momento speciale che in pochi hanno la possibilità di vivere”.

Ed è di ieri un’altra intervista rilasciata a TyC Sports con un ricordo flash del Napoli: “Alla Juventus è dove sono stati più esigenti sul peso. Mi facevano foto ogni anno, ma mi piacevo perché sapevo come sarebbe andata a finire… Con 30 gol. A volte tenevo dentro la pancia per le foto”.

Ha giocato sia con Ronaldo che con Messi.
“Sì, e se non sono stato quello che ci ha giocato di più, sono secondo. Se devo scegliere, dico Leo”.

Che legame ha con Julian Alvarez?
“L’ho scoperto io… Giocava da numero 8 e gli ho detto che per me era un 9. Sono felice che stia facendo bene”.

Con quale tecnico è stato più in sintonia?
“I tre allenatori migliori che abbia mai avuto sono stati Sabella, Pellegrini e Sarri. Lascio perdere Maradona, lui è un caso a parte, è stato il primo a portarmi in Nazionale e gli sarò eternamente grato”.

Ci racconta il trasferimento dalla Juventus al Napoli?
“Me ne sono andato dopo aver segnato 36 gol in una grande squadra, eppure non eravamo diventati campioni. Mi chiedevo cos’altro dovessi fare e quando la Juventus è arrivata non c’era spazio per dubitare. Non l’ho mai fatto, anche se è stata una decisione che mi è costata. Nella vita, però, il male torna tutto indietro: vedi gli insulti e l’odio ricevuto dai tifosi del Napoli, ma poi in otto partite ho segnato sei gol contro di loro. Ricordo che stavo per andare all’Arsenal, quando ero a Napoli, ma mi dissero che costavo troppo. E pochi giorni dopo hanno speso 80 milioni per Ozil (ride, ndr)”.

Chi inviterebbe a un asado?
“I miei tre ospiti ideali sono: Ronaldo (il Fenomeno, ndr), Buffon e Sergio Ramos”.

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