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Serie A

Gravina al governo: “Non sarò io a firmare lo stop ai campionati”

Il presidente federale sfida il governo sulla decisione di fermare il calcio

Continua l’ormai consueto ping-pong tra il governo e la Lega calcio. Il presidente federale  Gravina ha affermato di voler tutelare tutte le parti in causa per evitare una pioggia di ricorsi in estate. Il governo prende ancora tempo. Ancora una volta viene messo in scena un teatrino mediatico che mette in luce la fuga dalle proprie responsabilità di tutte le parti in causa.

Gravina ha inoltre aggiunto:

“Il piano B in caso di stop definitivo del calcio? Il mio senso di responsabilità mi porta ad avere un piano B, C, D. Ma finché sarò Presidente della Figc, non firmerò mai per il blocco dei campionati, perché sarebbe la morte del calcio italiano. Io sto tutelando gli interessi di tutti, quindi mi rifiuto di mettere la firma ad un blocco totale, salvo condizioni oggettive, relative alla salute dei tesserati, allenatori, staff tecnici e addetti ai lavori. Vi immaginate quanti contenziosi dovremmo affrontare in caso di stop? Chi viene promosso? Chi retrocede? Quali diritti andremo a calpestare? Tutti invocano il blocco, lo faccia il governo, ce lo imponga, io rispetterò sempre le regole”.

Sembra chiaro che la patata bollente sia passata nuovamente nelle mani del governo e del ministro Spadafora. Appare certo che dopo lo stop annunciato anche dal campionato francese, l’Italia si ritrova in una situazione di limbo. Bisognerà che qualcuno si assuma la responsabilità del caso e che decida, una volta e per tutte, se tutelare i grandi interessi economici o la salute degli addetti ai lavori del mondo del calcio.

Giovanni Frezzetti

Giornalista.

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