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Genoa – Napoli 2 – 1 : una sconfitta bugiarda, ma il tecnico dovrebbe porsi qualche domanda

24 tiri in porta, due pali e un dubbione per un rigore non dato: la sintesi della sconfitta del Napoli a Genova

E’ sembrato un ritorno al passato con un approccio alla partita deciso, forte, convinto, sorretto anche da una freschezza atletica sorprendente. Sembrava il modo giusto per dare un cazzotto al fato che sembra essersi messo d’impegno a piegare questo Napoli. Bel gioco avvolgente; buone manovre e scambi, tutti conclusi con un tiro a rete che a fine gara saranno ben 24 conclusioni e due pali.

Poi accade l’incidente, dopo appena 11 minuti di gara fino a quel momento di totale dominio degli azzurri e di Perin che ha letteralmente salvato il Genoa: “Maksimovic si è aperto poco, – ha spiegato Gattuso –  abbiamo fatto un giro palla con Manolas che gliel’ha ridata” e Pandev ha alzato il calice per brindare al gol. Eppure un paio di minuti appena per assorbire il colpo e tornare alla carica. Il Napoli, a testa bassa (realmente) ha continuato a proporre gioco e conclusioni. Un’altra volata e al 26° ancora quel campione di nome Pandev assapora il gusto di segnare.  Eppure erano in forma Politano e Di Lorenzo; erano in forma Elmas e Lozano; un santino andrebbe fatto per Demme e anche Petagna ha lavorato duro. Non così Maksimovic e anche Mario Rui che proprio quando si ribaltava l’azione non riuscivano a chiudere con ordine.

Però, a questo punto, e con Gattuso che dice “abbiamo perso tante partite in fotocopia: ci siamo fatti male da soli”, qualche domanda se la dovrebbe porre proprio il tecnico che fa i complimenti alla squadra. E realmente si son visti 11 guerrieri che vanno in guerra ma senza un piano d’attacco né uno di difesa. Guerrieri che si stancano senza concretizzare pur sapendo combattere.

Ora c’è da digerire una sconfitta che pesa dopo due pali ed un rigore che Manganiello non ha avuto il coraggio di fischiare quando mancavano 20 secondi al 94°.

Il Napoli a 37 punti, sembra aver perso il treno per un posto Champions stritolato da una sequenza di partite che pretenderebbero la miglior rosa possibile. Invece in 90 minuti gli azzurri si giocano mercoledì la finale di Coppa Italia e nelle due gare con il Granada la possibilità di procedere verso le stelle d’Europa. Con la Juventus che ha ormai ritrovato ritmo e gol il Napoli parte in salita, ma è probabile che Osimhen parta da titolare e faccia vedere qualche milione del suo repertorio. E’ indietro per condizione fisica, avverte ancora fastidio alla mano fasciata e con scarsa sensibilità, ma è un giocatore che andrebbe educato tatticamente ed emotivamente.

Ora Gattuso avrà a disposizione soltanto martedì per preparare la gara con l’Atalanta sapendo che sabato arriverà la Juventus: potrebbe avere a disposizione Fabian che ha superato le visite post covid, ma dovrà tener conto delle condizioni di Manolas uscito malconcio “per un trauma contusivo alla caviglia destra”, come chiarisce il bollettino medico diffuso dalla SSCNapoli.

Giornalista.

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