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Gattuso e la squadra, nel bene e nel male

Il malessere di Gattuso riflesso nelle prestazioni degli azzurri

Domani si rivedranno tutti a Castel Volturno, o meglio si ritroveranno coloro che sono usciti indenni dall’ultimo tour de force. Mertens è atteso alla fine della settimana ma si potranno fare programmi soltanto dopo che avrà pienamente recuperato; stessa situazione per Koulibaly che certamente non potrà essere in campo a Cagliari, e per Demme, uscito dolorante nella gara di Torino per una botta al gluteo, si dovrà stabilire se ogni fastidio è rientrato.  Per Osimhen, solo ipotesi dopo che sarà atterrato a Napoli, proveniente dal Belgio.

E Gattuso? Nell’ultima intervista disse che andava un po’ meglio, ma nessuno aveva valutato appieno quanto la squadra avesse risentito della malattia del suo condottiero. Poco prima della gara con la Real Sociedad, Gattuso aveva avuto i primi sintomi, poi un aggravarsi della situazione che lo ha messo ko: e con lui la squadra che è scesa in campo triste e spenta. Napoli – Sampdoria (2-1), il Napoli subisce un uppercut iniziale e deve ricevere assistenza dalla panchina per reagire. Inter-Napoli, un affacciarsi a San Siro di chi teme l’avversario e l’affronta come un gioco a scacchi fino al momento in cui Insigne sbotta. E poi il buio pesto con la Lazio e un timidissimo sole malato con il Torino. Gattuso e la squadra, nel bene e nel male.

Ora tutto è racchiuso in un difficile rebus: non è il caso di affrettare i rientri ma  non è il caso neanche di puntare tutto sul 20 gennaio per la partita di Supercoppa con la Juventus.  Quella partita sarà un grande evento, il solito sfizio con la madame, ma sarà (sarebbe) molto più importante vincere con il Cagliari, lo Spezia e l’Udinese, avanzare in Coppa Italia con l’Empoli e poi con la Fiorentina: 4 partite possibili, con un quoziente di difficoltà accettabile che farebbe fare al Napoli un gran passo in avanti, senza contare che la Juventus verrà al Maradona il 13 febbraio e poi chissà per il recupero della partita d’andata.

Domani, all’appello è auspicabile che sia Gattuso il primo a rispondere “presente”: c’è da sostituire ancora Osimhen, Mertens, forse Demme, Koulibaly. E poi ci sarà da affrontare quel periodaccio chiamato mercato che turba gli animi, li deconcentra e li allontana. Ma Gattuso in forma sotto al braccio di Insigne, può.

Giornalista.

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