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Gattuso di fronte al suo passato: ma lui sa annusare il pericolo

D’Amico afferma che fu il Milan a cacciarlo; Gattuso che fu lui ad andar via. Domani gli amici si sfidano

Alla vigilia di Napoli – Milan, Andrea D’Amico, agente Fifa ha lanciato una frecciata al club rossonero colpevole – a suo dire –  di aver cacciato dalla panchina l’ex centrocampista del Milan nell’estate 2019 dopo che il suo Milan aveva falito di un punto la qualificazione alla Champions League ed al suo posto fu ingaggiato Marco Giampaolo. “Il Milan – ha confermato D’Amico – ha commesso un errore ad allontanare Gattuso dalla guida tecnica dei rossoneri. Si è detto che sia stato Rino a rassegnare le dimissioni. Spesso si fanno certe affermazioni in maniera diplomatica, ma fu il Milan a decidere di non continuare con Gattuso in panchina”.

Eppure le parole di Gattuso non lasciavano dubbi: “Decidere di lasciare la panchina del Milan non è semplice –spiegò Gattuso a Repubblica – ma è una decisione che dovevo prendere. Non c’è stato un momento preciso in cui l’ho maturata: è stata la somma di questi diciotto mesi da allenatore di una squadra che per me non sarà mai come le altre. Mesi che ho vissuto con grande passione, mesi indimenticabili. La mia è una scelta sofferta, ma ponderata. Rinuncio a due anni di contratto perché la mia storia col Milan non potrà mai essere una questione di soldi”.

E Gattuso è uomo di parola sicchè domenica sera arriverà la squadra “che non sarà mai come le altre” con Bonera in panchina  e in campo ancora Zlatan Ibrajmovic. Ora come allora in un amarcord che affonda nel 2010 quando il Milan espugnò il San Paolo dopo 13 anni e vinse lo scudetto. Una partita che esaltò i rossoneri, lasciando il magone ad Hamsik, Lavezzi e Cavani.

Ma domani è un altro giorno e lo sarà soprattutto per Rino Gattuso bravo “ad annusare il pericolo” da dove viene, e non sarà certo il cuore a tradirlo; tutt’altro: come un pugile sul ring che combatte con il suo migliore amico, così Gattuso affronterà i rossoneri. Non sarà mosso da un senso di rivalsa o di vendetta, ma forse prevarrà la gratitudine per averlo lanciato verso una panchina che potrebbe ammaliarlo quanto quella rossonera.

Giornalista.

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