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Europa League

Gattuso: “Abbiamo preso una bella mazzata”

Possesso palla sterile: una partita stregata, forse sottovalutata

Partita stregata che ha portato alla mente il Chievo Verona guidata da Pioli nel campionato 2010/11: è stato la bestia nera del Napoli che nei momenti più esaltanti sbatteva il muso contro quella diga senza modulo che difendeva il fortino. Bravo Arne Slot a capire che “primo non prenderle” non è un modulo olandese ma, all’occorrenza, può diventarlo. E il Napoli ci è caduto mani e piedi nel trappolone che rende nervosi o svagati anche i top in squadra.

Primo tempo: il Napoli scivola e danza con libera qualità e inizia a mostrare tutte le sue virtù: Osimhen si fa apprezzare come un apripista pronto a cedere per un tiro più favorevole di chi arriva da dietro. Sgomita, lotta, sprinta, passa ma non passa lui accerchiato dai rossi olandesi. Il Napoli fa possesso palla -73 per cento-  ma  questo dato sembra diventato una jattura se non produce nulla. Ma né il pubblico, né i giocatori temevano di non farcela: gutta cavat lapidem, se non ora, poi ce la faremo. E quando al 32° l’arbitro, mediocre, ha negato il rigore al Napoli, nessuno si è preoccupato avendo in mano la partita. Qualche allarme però è suonato quando Osimhen ha fornito a Mertens, su un piatto d’oro, l’occasione per il vantaggio: se fosse entrato quel pallone, la partita avrebbe preso una piega atalantina.

Secondo tempo: manca in campo l’allegria, vero centravanti goleador. Koulibaly ha bisogno di un caffè ristretto, Mertens ripensa all’occasione perduta; Lozano si dimena in modo disordinato; Lobotka cerca di raccattar palle ovunque ma il Napoli ha cambiato umore e al 12° trascorrono almeno 60 secondi – un’eternità- per capire che “gli scappati da casa” stavano andando a segnare. Non un’azione lampo, ma costruita mentre il Napoli osservava. Nessun colpevole, tutti colpevoli: così Gattuso manda in campo Mario Rui e Insigne al quale avrebbero giovato altri tre giorni di riposo. Non cambia l’umore, anzi più il Napoli palleggia, più si chiudeva il fortino e all’ultimo secondo anche Di Lorenzo sbaglia.

In conclusione? “Ad oggi sì, abbiamo preso una bella mazzata, – dichiara Gattuso in conferenza stampa – perdere così in casa è una mazzata e ora testa al Benevento, poi dopo penseremo all’Europa”.  E prosegue “Sono arrabbiato e deluso. La rabbia c’è per come abbiamo lavorato, è mancata quella cattiveria negli ultimi 10 metri, ma non gli rimprovero nulla. Siamo stati un po’ sterili, abbiamo preso un tiro e l’abbiamo pagato caro, più di quello che dovevamo”.

L’altalena del Napoli è iniziata e non è il caso di farne un dramma: ancora incidono le bellissime vittorie e l’auspicio è che non incida una sconfitta tra l’altro dell’unica italiana su 7 squadre. Ma il bello dei tour de force è che non c’è tempo di pensare, rimuginare: venerdì, sabato e già domenica alle 15 a sfidare il Benevento. Un break e giovedì la Real Sociedad che, più fortunata del Napoli ha trovato il gol al 93esimo.

Giornalista.

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