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Champions League

Finisce qui la stagione degli azzurri che escono dal Camp Nou a testa altissima

Un gol dato e un gol non dato pareggiano i conti: Cakir aiuta il Barcellona a brillare tra le stelle spagnole

Per poter godere di una meritata sconfitta si dovrebbero sopprimere le moviole. Barcellona-Napoli 3-1 è il risultato sulla carta di netta superiorità, tanto più se a vincere è il grande Barcellona di Messi che merita un nove in pagella – l’unico – perché rappresenta “il calcio”.  Sa dosare le forze, accarezza il pallone, lo comanda a bacchetta e oscura gli altri. Tale premessa è d’obbligo, com’è d’obbligo però pensare che un arbitro non debba condizionare una partita tanto importante.

Ed ecco quindi  di scena la moviola, (che non ha padroni), e dice che il primo gol andava annullato e che su Manolas c’era rigore solare. Il VAR, questo strano incomodo, mal tollerato soprattutto dagli arbitri che han fatto carriera, vede quel che l’arbitro vuol vedere e non sarà mai chiaro come una moviola in uno studio televisivo, con commentatori ed ex arbitri, possa evidenziare quel che la moviola del campo non vede. Tante chiacchiere per dire che un gol dato e un gol non dato, pareggiano i conti.

Il primo voto negativo se lo becca quindi il top degli arbitri, il turco Cakir che nel marzo del 2017 diresse Napoli – Real Madrid con l’ immeritata sconfitta degli azzurri per 1-3 con due episodi – come fu rilevato dalla Gazzetta dello Sport – nel finale a macchiare la direzione di Cakir : al 30′ c’è un pestone di Carvajal su Mertens a palla lontana; al 41′ l’intervento di Vazquez su Mertens sembra rigore. Non c’era il giallo per Allan perchè il brasiliano non fa fallo e ai guardalinee (n.r gli stessi di Barcellona-Napoli)  sfuggono due fuorigioco di Benzema nella ripresa e due angoli (uno per squadra)”.  E tante polemiche anche in un Manchester U.- Real Madrid quando fu accusato di favorire i blancos e in Juve-Barcellona quando lascia correre un fallo in area di rigore di Dani Alves su  Pogba lasciando la ripartenza per il gol del Barcellona. Si comprende quindi che il turco ha inconsce simpatie per la Spagna, Paese di grande peso politico – calcistico.

Tuttavia quell’agognata vittoria o pareggio per 2-2 poteva essere una scalata possibile se il Napoli avesse avuto in squadra 11 Insigne che da vero capitano, ha stretto i denti finchè ha potuto lottando su ogni palla. Serata da dimenticare per Koulibaly che non ne ha azzeccata una soprattutto dopo il fallo da rigore e anche per Demme uscito ridimensionato in una partita di grande tatticismo. Buon ultimo un Lozano che tiene sempre più nascoste le sue virtù, al punto che tutti iniziano a chiedersi dove siano.

Eppure è ben comprensibile la rabbia espressa da Rino Gattuso che ha visto un inizio di gara molto promettente. Il Napoli faceva il Barça: possesso palla, palleggio di prima, dribbling con un gioco solare da grande squadra. E poi buio. “Mi brucia. C’è tanto rimpianto, abbiamo avuto mezz’ora di blackout. Se leggiamo i dati, vediamo che non c’è partita. Abbiamo avuto il doppio delle loro occasioni. Poi è chiaro che ci sono le preventive, lo scalare bene, la mentalità. Ma sono molto soddisfatto della prestazione. Oggi potevamo vincere, lo sapevamo, perché il Barcellona non stava benissimo e ha pagato il fatto di non giocare da 19 giorni”.

“E’ dura questa eliminazione – ha detto Insigne – ma dobbiamo migliorare; dobbiamo fare più gol a cominciare da me”. “ A testa alta il Napoli esce dalla competizione più affascinante con qualche rimpianto, con un pizzico di rabbia, con forte delusione ma con tanta signorilità.

Giornalista.

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