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Fase 2, quando riapriranno le strutture sportive

L’unica possibile soluzione del problema per consentire alle società di rimettere in funzione gli impianti è un intervento congiunto da parte di FIN, Governo, CONI e Comuni

Il Presidente della FIN Paolo Barelli è recentemente tornato sul problema della riapertura delle piscine a partir dal 4 maggio: “Ho sentito i coordinatori dei comitati regionali e sono tutti d’accordo: in queste condizioni le società non hanno chance di ripartire. Chi apre una piscina per pochi atleti , seppur di alto livello? Chi paga l’acqua? Chi paga la corrente? Chi paga la gestione? Gli impianti sono magari dei beni pubblici ma sono sorretti dall’iniziativa privata , dal volontariato, dalla passione. Bisogna aprire in sicurezza per gli atleti di interesse nazionale ma anche indicare ai gestori la luce in fondo al tunnel, altrimenti è solo una dichiarazione di intenti basata sulle tasche di privati già alla canna del gas. Serve una prospettiva : che sia a giugno o settembre”.

L’unica possibile soluzione del problema per consentire alle società di rimettere in funzione gli impianti è un intervento congiunto da parte di FIN, Governo, CONI e Comuni con lo stanziamento di fondi nel rispetto di quello che deve essere un punto fermo: l’importanza dello sport a livello sociale prima ancora che agonistico.
In primo luogo la FIN metta a disposizione 4-5 milioni per consentire agli atleti di valore di essere competitivi, come ha fatto la Federbasket – e la FIN se lo puo’ permettere -,  e gli enti pubblici, in particolare i Comuni, riducano il costo dell’acqua. Ed in ogni caso le istituzioni intervengano per far sì che i costi di gestione siano meno onerosi.

Claudio Russo

Giornalista

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