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Enrico Fedele: “Spalletti è un allievo di Ulivieri e lo stesso Sarri è un allievo di Spalletti”

Enrico Fedele: ” Con Spalletti c’è più ordine tattico e più attenzione a difendersi rispetto all’attacco. In quello di Gattuso si trovavano dei buchi enormi.”

Tommaso Starace in campo durante la seduta d’allenamento invita i tifosi in tribuna a intonare “Sarò con te”. Li sprona, li incita, come negli spogliatoi  con i “suoi” ragazzi, così con i tifosi. Per 30 giorni ancora si parlerà di mercato, di Insigne,di Spalletti e di tattica, ma c’è da preparare anche i tifosi a tornare in tribuna. D’accordo che la pandemia con i suoi picchi preoccupa ancora tanto, ma c’è da giurare che il campionato ripartirà con il tifo (ridotto) ma pur sempre tifo di un 25 per cento di spettatori.

E c’è da riavvicinare alla squadra i tifosi che ancora non hanno voltato pagina quasi che il veleno sparso da Gattuso avesse colpito i complottisti piuttosto che gli avversari.

Del Napoli di Spalletti ha parlato Enrico Fedele, mai troppo tenero con il Napoli, né con i tecnici finora seduti sulla panchina azzurra e intervenuto a  radio Marte nel corso della trasmissione “Marte Sport Live”, ha dichiarato: “Osimhen a fare il muro? Con un po’ di ritardo… ho visto che Spalletti cura molto l’aspetto tecnico e la postura. Ulivieri chiamò Thuram e gli disse di correre meglio per arrivare sul pallone. Il ragazzo rimase stranito, era un Campione del Mondo. Poi però gli diede ragione, arrivava sulla palla prima e con meno difficoltà. E Spalletti in tal senso è un allievo di Ulivieri. Osimhen ha bisogno di spazio ma molte non te lo danno e non bisogna fare la bella statuina. Deve cominciare a essere sensibile con la palla e dare spazi al Zielinski di turno per la finalizzazione. Non devono andare in attacco in 7 per difendersi in 4.

Spalletti non mi sorprende, prima si era convinti di avere un Messia che dal ginnasio aveva fatto da autodidatta. Spalletti è allenatore da tanti anni, in grandi piazze. Non si poteva trovare di meglio. Lo stesso Sarri è un allievo di Spalletti. All’inizio c’era scetticismo e pure un velo di ironia ma è uno che non ha paura e che sa di calcio. Con un terzino sinistro e un mediano il Napoli può lottare per i primi posti. In difesa siamo coperti, specie se tengono Malcuit.

Che differenze ci sono tra il 4-2-3-1 di Spalletti e quello di Benitez? Qui c’è più ordine tattico e più attenzione a difendersi rispetto all’attacco. In quello di Gattuso si trovavano dei buchi enormi. Tatticamente è più italiano e coperto. Zielinski? Giocatore determinante per il Napoli, nessuno può fare quello che fa lui. Ceduto a 50 milioni? Io ci penserei. Magari si accende e spegne ma risolve le partite”.

Un’analisi completa dopo sette giorni di verifiche che dovranno trovare conferme quando arriveranno Insigne, Fabian e Lozano. In dieci giorni i tre azzurri troveranno un ordine tattico già provato e riprovato che avrà dovuto confrontarsi anche con una corazzata come il Bayern. Purchè insieme….

Giornalista.

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