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E allora Osimhen entra, gioca, fa giocare, fa segnare, fa svegliare

Entra Osimhen e il Napoli cambia volto, ritmo, gioco: segna prima Mertens al 18°; lo segue Insigne al 32° dopo aver litigato ancora con il palo

“Dobbiamo lavorare e migliorare sull’intensità per il calcio che vogliamo esprimere, non siamo ancora pronti”.  Queste le parole di Rino Gattuso al termine di Parma – Napoli: il nuovo campionato deve partire da questa considerazione anche se era evidente la ruggine che ha rallentato la manovra nel primo tempo. Ma proprio i primi 45 minuti danno le preziose indicazioni su cui il mister dovrà lavorare: la squadra è scesa in campo con una difesa collaudata, il solito centrocampo e avanti i soliti scugnizzi che guardavano l’intruso Lozano che cercava di imitare Callejon. Si è mosso bene e tanto il messicano che ha fatto impazzire Pezzella soprattutto nel primo quarto d’ora quando poi ha chiesto rinforzi a Cornelius per abbattere quel peperino destinato a ricevere falli a ripetizione. Eppure Gattuso non  sembra del tutto convinto del messicano: “Lozano?  Buon primo tempo, per le sue caratteristiche deve giocare in campo aperto, palleggiare non è il suo forte. Potrà darci comunque una mano”. Ma ha deciso – oppure è bene fare di necessità virtù – che Lozano possa alternarsi con Politano che magari per quantità e intensità è più utile alla squadra. Comunque Gattuso doveva vincere la prima di campionato per poter ragionare con più calma nel seguito: una squadra collaudata, poi nel secondo tempo si vedrà. Questo il filo logico del mister che l’ha portato a preservare Osimhen da un impatto che poteva essere devastante se fosse stato negativo. Invece: invece entra il diamante e il Parma si fa piccolo piccolo, tanto che Liverani a fine partita dichiara, candido: “Ma pensavo che avremmo sofferto di più”.

E allora il primo tempo ha detto: 1) che Koulibaly non sembrava aver altro nella testa se non il Napoli; 2) che Insigne e Mertens si divertono ancora pur se il belga non era in gran vena; 3) che continuando sino al 90° con questa formazione si sarebbe ancora recitato il solito ritornello “non siamo cattivi sotto porta: creiamo ma non finalizziamo”; 4) che Insigne anche quest’anno vorrà castigare i pali; 5) il Napoli aveva bisogno di una punta e l’ha trovata.

E allora Osimhen: entra, gioca, fa giocare, fa segnare, fa svegliare.

 

Giornalista.

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