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Due ex Napoli arrabbiati domani in campo: Sarri contro Mazzarri

Walter Mazzarri riparte dal Cagliari e al suo debutto incrocia la Lazio di Sarri che è reduce da due sconfitte

Domani alle 18 all’Olimpico di Roma si sfideranno Lazio e Cagliari: Sarri contro Mazzarri o viceversa. Due ex importanti tecnici che hanno iniziato a Napoli la loro fortuna. Walter Mazzarri ebbe come trampolino di lancio la Reggina per poi arrivare alla Sampdoria dove allenò i blucerchiati due anni quando finì la stagione al 13esimo posto. Nel 2009 torna a Napoli dopo 11 anni quando nel ’98-’99 senza ancora il patentino, era il secondo di Renzo Ulivieri: ci arriva da titolare a campionato in corso (ottobre 2009) per sostituire un grigio Donadoni. E fu subito vittoria (sporca, difficile e combattuta) col Bologna: poi tanti bei successi fino al 19 maggio 2013 quando col fischio finale della stagione finalmente annunciò che andava via. Disse che avrebbe voluto una pausa: dopo 5 giorni firmava per l’Inter e da quel momento s’interruppero i grandi successi.

Analoga la curva di Maurizio Sarri che dall’Empoli fece il gran salto al Napoli fin quando nel maggio 2017, in una conferenza stampa, disse: “ Futuro? Col prossimo contratto vorrei arricchirmi, è un obbligo verso la mia famiglia”

E Sarri, diversamente da Mazzarri, ha avuto i successi sperati  (tristi) vincendo con il Chelsea l’Europa League e con la Juve lo scudetto: eppure, sia per Mazzarri che per Sarri si ricordano soltanto le vittorie all’arma bianca conquistate con il Napoli.

Oggi, Sarri è già sulla graticola dei laziali che l’avevano atteso e accolto come un messia e Mazzarri deve subito convincere Giulini d’aver fatto bene a cacciare Semplici. Ma nelle parole in conferenza nessuna traccia di Napoli pur se tra sette giorni arriverà al Maradona: altro stadio, altra atmosfera. In conferenza ha detto:”Ho scelto Cagliari perché questa piazza era una bella sfida, per il calore dei tifosi, per la città che rappresenta una Regione intera. Mi stimolano l’adrenalina e le responsabilità, per me è come se fosse il primo anno in A, sono umile e motivato e voglio solo vincere. Vorrei dare delle soddisfazioni ai tifosi”.

.”Ho premuto su certi tasti ma è chiaro che in un così breve lasso di tempo non puoi dare troppo alla squadra . Comunque le sensazioni sono buone, sono stato accolto benissimo dall’ambiente, ho trovato una struttura all’avanguardia”.

E alla domanda quale sua squadra vorrebbe emulare a livello di risultati in questa nuova avventura al Cagliari? “Se pensiamo al Torino dei 63 punti, quella era una squadra che non mollava mai. Quello può essere un esempio, specie per spirito di sacrificio. Ma anche la mia Sampdoria, capace di andare in Europa. Aggressività e tenacia: queste sono le cose che voglio io al di là dei risultati. E per ottenerlo dobbiamo essere uniti

“Le mie squadre non mollano mai fino all’ultimo, e questo è lo spirito che voglio vedere nel Cagliari, con aggressività e tenacia. Voglio dare un’impronta”.

“Ragiono partita dopo partita, dopo la sosta potrò lavorare meglio e capire le nostre vere potenzialità, perché una cosa è allenare in prima persona altra cosa è vedere la squadra in tv”.

“Ho provato tutti i moduli nel corso della mia carriera. Scelgo in base alla rosa a disposizione, non parto con un’idea a priori. Dovremmo abituarci a cambiare in corso d’opera, è necessario avere piani alternativi”.

Non convocati Strootman e Godin, ma dall’infermeria arriva una buona notizia su Pavoletti: “Sarà con noi e ci tenevo, anche se non so quanti minuti avrà di autonomia. Gli altri hanno maggiore minutaggio e per fortuna grazie ai cinque cambi posso modificare a gara in corso”.

Mazzarri si aspetta una Lazio “arrabbiata” dopo le sconfitte con Milan e Galatasaray e per questo “dobbiamo mettere in pratica quel che abbiamo preparato, ho detto ai ragazzi di non porsi limiti, spesso il calcio riserva alcune piacevoli sorprese. Dovremo essere bravi a soffrire in undici e a mostrare il nostro valore con verticalizzazioni, ripartenze veloci che fanno male. Possiamo dare problemi alla Lazio, ma le parole stanno a zero”.

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