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Dopo due anni, quell’ammutinamento è ancora una minaccia

Allan dovrà rispondere di insulti e minacce rivolte al vice presidente Edo De Laurentiis

Tutti i riflettori puntati sui procedimenti avviati dal Napoli per il caso ammutinamento, risalente al 2019 post-Salisburgo: il primo deve accertare le responsabilità della squadra tutta che rifiutò il ritiro imposto dalla società. Il secondo riguarda le responsabilità di Allan accusato di aver  insultato  e minacciato   Edo De Laurentiis. Il Corriere del Mezzogiorno chiarisce: “Il Napoli in arbitrato chiede il 50% di una mensilità per Allan, la sanzione più alta di tutto lo spogliatoio insieme a quella di Insigne.

Il capitano era stato inserito nell’elenco dei testimoni da Allan ma non ha partecipato all’udienza così come Lozano e Maksimovic, giustificando al Collegio Arbitrale la mancata partecipazione”.  Hanno testimoniato il direttore sportivo Cristiano Giuntoli, il suo collaboratore Pompilio, confermando di aver ascoltato le frasi irriguardose che Allan avrebbe indirizzato al vicepresidente Edoardo De Laurentiis. Sono intervenuti in videoconferenza l’ex preparatore atletico Luca Guerra e soprattutto Carlo Ancelotti, che ha raccolto l’invito di Allan a testimoniare. Tanto della contesa si gioca sulle condizioni fisiche di Allan. La parte che difende il brasiliano punta sul referto del dottor Canonico, mentre il Napoli, invece, sottolinea la regolare convocazione di Allan che, pur non essendo neanche in panchina, faceva parte del gruppo a disposizione di Ancelotti e doveva rispettare gli stessi impegni. La sentenza per Allan dovrebbe arrivare a fine novembre”.

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