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Demme positivo e il Napoli ricorre al corno

Aria opprimente sul Napoli primo in classifica: Insigne all’addio, la Coppa d’Africa, infortuni, covid, diottrie mancanti a qualche arbitro e qualcuno pensa “ci hanno secciato”

Ci hanno secciato. Hanno menato na seccia nera ncuollo â squadra nosta. Chi
se piglia ammonizioni sospette, chi ncoccia in uno strappetto, chi s’abbosca na
contrattura… e chi tene male e panza: questa è seccia nera, scajenza, iastemma,
malasciorta, uocchie sicche… come la vogliamo chiamare altrimenti? Stava andando
tutto bene… e nessuno lo diceva perché se uno parla quando le cose gli vanno
bene, per almeno un paio delle leggi di Murphy, tipo ”niente è facile come sembra”
e “se c’è una possibilità che varie cose vadano male,
quella che causa il danno maggiore sarà la prima a farlo”, tutto si ribalta e
la storia prende una brutta piega. Tanto brutta che nemmeno con il ferro da
stiro a vapore riesci a metterala posto.

E allora è necessario ricorrere ai
vecchi e sempre buoni scongiuri: corna, grattatine e amuleti vari. E si. Perché
quando a Napoli vedi qualcuno che, più o meno furtivamente,
mentre cammina, sale scale o prende il bus, fa le corna e si … tocca le parti
intime, chiamiamole così, devi sapere che spesso non lo fa perché gli si sono
bloccati medio e anulare o gli è arrivata na botta di prurito in aree proibite
ma perché gli è comparso davanti, o ha intravisto, qualcuno che conosce bene:
un secciatore. Uno che “jetta scaienza”, uno
che “porta seccia”, uno ca “tene ll’uocchie sicche”. Rito antico e apotropaico,
la “toccata e fuga”, dà sicurezza a chi la mette in atto anche se spesso serve
qualche cosa in più perché gli occhi ncuollo, come si dice, sono peggio delle
schioppettate e sono capaci di produrre sconvolgimenti di non poco conto nella
vita normale della gente.

Ecco, dunque il mal di testa, l’emicrania, ‘o male ‘e
capa, feroce, straziante, che ti spossa; ecco che la squadra del cuore che
prima andava benissinmo e poi , dopo che ne hanno cominciato a lodare la classe,
la bellezza e a dire che vince il campionato, tutto è cambiato, allora capisci
che è partita la “secciata maestra”. Per
apparare serve solo nu nciarmo. È necessario un percanto… piatto fondo con un dito
d’acqua, e di una tazzina contenente dell’olio di oliva… la foto della squadra.

E poi, dopo aver versato qualche goccia
d’olio e aver visto “ll’uocchie” bisogna subito partire con lo scongiuro
maestro : « … uocchie e contruocchie, schiatta ‘a mmiria e crepano ll’uocchie…
Fuite uocchie triste ca ve secuto ca parma beneretta ‘e Giesùcristo
.
Ncienzo, mirra e oro, tutte ll’uocchie fujeno fora». La
controfattura antiseccia parte, fa effetto e tutto si riaggiusta. Provare per
credere.

Giornalista

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