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Delusione Mertens, perchè ha rifiutato?

Lui, un privilegiato, avrebbe dovuto tener conto dell’età e della volontà della società che gli ha offerto un rinnovo che altri giocatori più giovani non hanno avuto.

“Grazie Dries”, la SSC Napoli dedica a Dries Mertens un filmato in cui sono riassunti i momenti magici del folletto durante la lunga avventura iniziata nel 2013.  Dries lascia Ciro dopo aver scelto la propria strada che tutti i tifosi pensavano potesse essere la stessa fino all’ultimo gol in carriera.

Si chiude una pagina fitta di episodi in campo e fuori, quasi in una condivisione di speranze, gioie e attese. L’annuncio del primo bèbè è stato festeggiato dal popolo azzurro che ha atteso la nascita come un padre in sala d’attesa. Ultimi mesi con il sorriso di un felice papà che vuole far crescere Ciro-Romeo a Palazzo Donn’Anna.

Poi le email, le richieste, i rifiuti. Sull’argomento la Gazzetta dello Sport ha scritto: “Resta l’amarezza per una trattativa che doveva essere privata ed è stata invece “messa in piazza” dal Napoli. A quel punto era chiaro che non esistesse la volontà di mediare. Sia chiaro: il Napoli ha tutto il diritto di scegliere di rinunciare a un attaccante di 35 anni per abbracciare un nuovo progetto. Ma allora perché in aprile “pubblicizzare” una visita a casa Mertens, facendo intendere che il rinnovo era vicino? Perché non salutare prima Dries, come meritava (così come è capitato con Insigne) e voltare pagina in maniera più piacevole per tutti?”.

Tuttavia la “lettura” della vicenda potrebbe essere capovolta perché Mertens che ben conosceva la strada che aveva dovuto scegliere Insigne (31 anni), aveva  chiesto al Presidente di proseguire con il Napoli sin da dicembre in occasione della presentazione del libro di Valter De maggio, facendo intendere anche ai tifosi…purchè io resti, non importano i soldi.  E De Laurentiis non ha mai pensato di chiudere il rapporto; piuttosto sarebbe stato interesse di Mertens chiedere al Presidente di consentirgli di proseguire accettando il ridimensionamento del monte ingaggi.  Lui, un privilegiato, avrebbe dovuto tener conto della data di nascita e della volontà della società che gli ha offerto un rinnovo che altri giocatori più giovani non hanno avuto.

E la vicenda di Mertens che ha portato delusione in città, porta alla mente la storia di un calciatore che nel 2011, avrebbe “firmato un contratto in bianco con il Napoli, una società bellissima, in una città splendida e con una tifoseria unica”: era Cristiano Lucarelli che visse come un sogno a 34 anni, l’avventura a Napoli.

Si volta pagina e a Dries Mertens l’augurio di proseguire senza rimpianti.

 

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