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Decreto Legge Salva Italia: spieghiamolo bene

Il decreto, di scarse due pagine, ha cercato di restituire un minimo di dignità alla centenaria storia del CONI

Il decreto legge emanato dal Governo all’ultimo minuto sarà operativo con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale ma dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni. E saranno due mesi di trattative serrate, duri confronti nella speranza di porre fine a questa commedia. Restano da definire anche i ruoli all’interno del sistema sportivo tra Coni, Dipartimento del Ministero, Enti e Federazioni.

Il Coni avrà una sua dotazione organica del personale ma Sport e Salute, tanto per chiarire, continuerà a mantenere il controllo dei contributi alle varie Federazioni. Alla faccia dell’autonomia dello Sport! Ma il percorso è difficile ed impervio non solo per le divergenze politiche ma anche e soprattutto per l’incombente crisi di governo che non si sa quando e come sarà risolta.

Il decreto, di scarse due pagine, che ha cercato di restituire un minimo di dignità alla centenaria storia del CONI, prevede, al fine di assicurare la piena operatività del CONI e la sua autonomia e indipendenza quale componente del Comitato olimpico internazionale, di attribuire al CONI una propria dotazione organica di personale, anche dirigenziale. In sostanza il CONI avrà 165 dipendenti (assunti prima del 2002) che in buona parte erano passati sotto il controllo di Sport e Salute, di cui 10 con ruolo dirigenziale. Il personale CONI manterrà il trattamento economico in essere, anche se superiore, a quanto previsto per i dipendenti pubblici.

Il decreto restituisce al CONI una buona parte della pianta organica, ma inferiore ai 240 dipendenti richiesti. Tornano sotto la gestione del CONI i centri di preparazione olimpica di Formia (già scuola di atletica “Bruno Zauli”) e di Tirrenia, la villetta del Foro Italico e il centro sportivo Giulio Onesti dell’Acquacetosa. Ma restano sotto il controllo di Sport e Salute asset importanti come il Foro Italico, lo Stadio Olimpico, l’Istituto di Medicina dello Sport dell’Acquacetosa, la scuola dello Sport e biblioteca. Resta da definire le modalità di utilizzo della sede di palazzo H.

Per il momento si tira un sospiro di sollievo, in attesa degli sviluppi, ma senza dimenticare che l’Italia, con Francia, Gran Bretagna e Svizzera è uno dei 4 paesi ad aver partecipato a tutte le edizioni dei giochi olimpici dal 1896. Hanno rischiato di rimanere in tre.

Collaboratore - Avvocato

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