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Calciomercato

DAZN, doppia utenza: in casa 29,99, fuori casa 39,99

La doppia utenza DAZN: per la prossima stagione sono previste  due offerte di abbonamento: 29,99 euro al mese o 39,99 euro.

Sole24ore ha fatto chiarezza sulle novità DAZN circa la doppia utenza.  Per la prossima stagione sono previste  due offerte di abbonamento: 29,99 euro al mese o 39,99 euro. In entrambi i piani di abbonamento l’utilizzo corretto della contemporaneità sarà permesso per le persone che appartengono al medesimo nucleo domestico

Gli abbonati Dazn potranno vedere un contenuto sportivo live in contemporanea anche da due dispositivi diversi che si trovano a distanza, non sulla stessa “rete domestica”. In questo caso, però, sarà necessario pagare 10 euro al mese in più. E abbonarsi quindi al profilo “premium” che costerà 39,99 euro al mese. Contro i 29,99 euro del profilo “standard”.

Con quest’ultimo la visione – il pensiero va immediatamente alle partite di Serie A in esclusiva su Dazn per 7 match su 10 alla settimana con gli altri 3 in co-esclusiva su Sky – sarà possibile su un dispositivo alla volta o anche in contemporanea su due dispositivi diversi, ma solo nella stessa casa.

In entrambi i piani di abbonamento l’utilizzo corretto della contemporaneità sarà permesso per le persone che appartengono al medesimo nucleo domestico

Tutto deciso, dunque, in Dazn, anche in vista della prossima stagione di Serie A al via il prossimo 14 agosto. Le comunicazioni alla clientela sono  già partite  poco dopo la prima pubblicazione di questo articolo.

E Calcio e Finanza ha raccolto i malumori degli utenti per questa decisione, in fondo già preannunciata durante la scorsa stagione.

“Quando ci sono cambiamenti c’è sempre inevitabilmente un po’ di rumore, di attenzione.- ha dichiarato il CEO di DAZN, Stefano Azzi, a margine degli Stati generali della lotta alla pirateria -. Ma è stato sufficiente spiegare che era la fine della promozione che era stata fatta e che quindi si applicava il prezzo che era stato previsto in maniera molto chiara all’inizio. Poi è stato rilanciato il secondo tipo di abbonamento per dare la possibilità a chi come me che vivo in una città e lavoro in un’altra di vederla in contemporanea con mio figlio”.

Il prezzo dell’abbonamento non è la causa principale che spinge le persone a cercare siti pirati, come si vede anche dalla ricerca Ipsos sulla pirateria audiovisiva in Italia realizzata per la Fapav;  il pezzotto (il meccanismo per usufruire delle piattaforme pirata, ndr) prima di essere fermato aveva un prezzo di 10-12 euro e permetteva di usufruire in maniera illecita di tutte le piattaforme del mondo. Offriva, quindi, una tale mole di contenuti che non c’è prezzo che possa aver alcun tipo di confronto», ha aggiunto Azzi.

Azzi sottolinea poi come la condivisione delle password per entrare nella piattaforma è uno dei punti deboli della lotta alla pirateria. «Nella ricerca mi ha colpito il dato di condivisione dello sharing che è altissimo: oggi ci sono siti che fortunatamente sono stati bloccati, dove si condividono password, cosa che fa male a tutta l’industria e crea più impatto di tutto il resto», ha aggiunto.

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