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Amarcord

Da Varricchio ad Osimhen: i bomber del Napoli dell’era De Laurentiis (Parte 1)

I bomber azzurri che hanno portato il Napoli dalla Serie C alla Champions a suon di goal. La prima parte: da Varricchio al Matador Cavani

Nel 2004 a Napoli è iniziata l’era De Laurentiis: una scelta verso la vetta che ha portato il club partenopeo dalla Serie C alla Champions, passando per le vittorie in Coppa Italia e Supercoppa italiana. Tanti sono stati i bomber che hanno contribuito a questa crescita di cui il neo acquisto Osimhen è solo la punta dell’iceberg. Ma chi sono stati i cannonieri dell’era De Laurentiis?

Il primo in ordine di tempo è stato Varricchio, che ha giocato in azzurro dal 2004 a gennaio 2005. Per lui 17 partite e 4 goal con la maglia del Napoli, di cui si ricorda la rete della vittoria al 94° contro la Vis Pesaro.

 

 

Già quell’anno era presente in rosa il “Pampa” Sosa, che ha giocato nel Napoli dal 2004 al 2008, risultando essere l’ultimo calciatore ad aver indossato la maglia azzurra numero 10 in casa contro il Frosinone e segnando anche una rete. Per lui 131 partite e 30 goal, giocando dalla Serie C alla Serie A.

 

 

Sempre in Serie C, arrivarono nel gennaio 2005 due bomber per rinforzare l’attacco azzurro: Pià e Calaiò. Il primo è stato in azzurro fino al 2010, con due parentesi di prestito al Treviso ed al Catania. Al Napoli ha disputato 102 partite e messo a segno 21 goal.

 

 

Invece, Calaiò è stato uno dei bomber più prolifici dell’era De Laurentiis dal 2005 al 2008: 130 partite e 44 goal, vincendo il premio di capocannoniere di Serie C con 18 goal. Poi un ritorno nel 2013 in prestito per 6 mesi dove giocò 6 partite senza però trovare il goal.

 

 

 

Poi nel 2006 arriva Cristian Bucchi, fresco capocannoniere della Serie B col Modena. A Napoli restò solo 1 anno, deludendo le aspettative e segnando appena 11 goal in 34 partite, nonostante un importante goal vittoria nel finale contro il Verona su rigore.

 

 

 

L’anno successivo, nel 2007, è stato il turno di Marcelo Zalayeta. “El Panteron” giocò 2 anni al Napoli, fino al 2009, disputando 56 partite e mettendo a segno 12 goal. Tante le reti importanti per lui: una doppietta al Catania, un goal vittoria al Parma; ma quello che resta nella memoria dei tifosi è il goal vittoria all’Inter al San Paolo.

 

 

Nel 2008 è arrivato invece “El Tanque” German Denis. Ha giocato in azzurro 2 anni, disputando 72 partite e segnando 15 reti e servendo anche 11 assist nonostante il suo ruolo di punta centrale. Importante il goal vittoria nel finale contro il Bologna, memorabile la tripletta alla Reggina. Poi l’anno successivo, nonostante la flessione, arrivo un sussulto: il goal del 2-2 al 93° al San Paolo contro il Milan.

 

 

Nel 2009 arrivò il bomber napoletano: Fabio Quagliarella. In azzurro per lui una sola stagione con 11 goal in 37 partite. Si presentò al San Paolo con una doppietta al Livorno. Poi l’anno successivo, le tante problematiche sorte in estate, portarono alla sua cessione.

 

 

L’anno successivo, nel 2010, è il momento di un duo gioventù ed esperienza: arrivarono Edinson Cavani e Cristiano Lucarelli. Quest’ultimo arrivò in azzurro a fine carriera e giocò 12 partite mettendo a segno una rete, ma il suo apporto fondamentale fu nello spogliatoio e negli allenamenti per aiutare i tanti giovani a crescere.

 

 

Cavani, “El Matador”, fece breccia sin da subito nei cuori dei tifosi azzurri ed entrò nella storia del Napoli. In azzurro dal 2010 al 2013, 3 anni indimenticabili, segnando 104 reti in 138 partite. Edinson si presentò subito alla grande, goal alla prima trasferta a Firenze e goal anche alla prima in casa successiva contro il Bari. Memorabile al primo anno il goal vittoria al San Paolo contro il Lecce al 93°, ma soprattutto la tripletta che stese la Juventus o anche quella alla Lazio nella rimonta che portò la vittoria al Napoli per 4-3. L’anno successivo si presentò alla prima al San Paolo con una tripletta al Milan, ma entrò per sempre nei cuori dei tifosi segnando il goal vittoria in finale di Coppa Italia contro la Juventus. L’anno successivo, l’ultimo in azzurro lo vede segnare ancora una tripletta alla Lazio ed anche alla Roma e all’Inter. Ma in quella stagione avvenne la sua impresa più grande, indelebile: 4 goal al Dnipro in Europa League con tanto di esplosione del telecronista Riccardo Trevisani.

Collaboratore Master in “Giornalismo sportivo”, presso la Gazzetta dello Sport

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