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Coni, Malagò minaccia e porta a casa il risultato

Ci sono voluti ben 11 mesi, tra scontri istituzionali, e con nel mezzo i brillanti risultati olimpicì dei nostri atleti, per definire la questione.

 

Il Coni avrà i suoi 165 dipendenti.

La legge di gennaio scorso, approvata in fretta e furia, quasi al capolinea del governo Conti, doveva garantire l’autonomia del Comitato Olimpico. Ma ci sono voluti ben 11 mesi, tra scontri istituzionali, e con nel mezzo i brillanti risultati olimpicì dei nostri atleti, per definire la questione. Mano decisiva quella di Malagò che, minacciando le dimissioni nell’ultima infuocata giunta, è riuscito nel suo intento ed ha portato il risultato a casa.

Il Coni ha raccolto, pareri favorevoli dalla Ragioneria Generale dello Stato e dellìARAN (Agenzia Rappresentanza Negoziale Pubbliche Amministrazioni), che fanno seguito a quello del Dipartimento della Funzione Pubblica. Questi documenti hanno valore di “nulla osta” per il riconoscimento di tutte le professioni per i bandi, ad eccezione di quella di giornalisti dell’ufficio stampa sui quali si continua a discutere. Da Palazzo H comunicano, attraverso una nota , di aver trasmesso la delibera  in materia di adempimenti per l’attuazione del DL 5/2021 per assicurare la funzionalità organizzativa del CONI.

Sbloccata la situazione delle assunzioni che era diventata critica, ora parte la lunga trafila burocratica: i dipendenti arriveranno da Sport e Salute e dai concorsi. Resta grande la distanza tra Coni ed il Dipartimento per lo Sport, struttura molto criticata da Malagò

Giornalista

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