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Come si allena questo veleno che manca? Forse con la razionalità

Tanta rabbia a fine gara: lo Spezia nella sua partita più brutta conquista i tre punti a Napoli

Disordinati, nervosi, imprecisi: e poco importa che siano state 10 o 20 le palle gol. Poco importa che si siano viste belle giocate. Il calcio si chiude tutto in una parola: gol. Se non lo fai esci sconfitto. Il signor Mariani ci ha messo del suo non concedendo un rigore su Fabian, ma concedendo il rigore per un fallo di Fabian. Le valutazioni sarebbero da comparare non concedendo l’uno e l’altro, o il contrario. Ma una partita buttata al vento come ha fatto il Napoli fa trascurare anche questo aspetto.

C’era attesa per questa partita che segnasse un punto di continuità alla gara di Cagliari e, ancor più, per mettere fieno in cascina in ottica delle prossime gare. Su un piatto d’argento il Napoli trovava un calendario “favorevole” per arrivare al recupero degli assenti, ma ormai  il limite di questa squadra sta proprio nel non saper trovare consequenzialità: punti fermi da cui ripartire.

Un paio di giorni fa, Marco Azzi su “Repubblica” , a proposito del rinnovo del contratto di Ringhio ancora in stand by , scriveva: “Ringhio si è preso un altro po’ di tempo, prima di legarsi al club a lunga scadenza. Forse perché ha dei dubbi sull’ambiente sfilacciato che lo circonda. Gli sbalzi d’umore intorno al Napoli dipendono dai risultati ed è logico che dopo lo show di Cagliari   sia tornata l’euforia tra i tifosi, che si erano invece depressi per i risultati negativi con Inter, Lazio e Torino. È più anomalo invece lo scetticismo che al primo passo falso circonda puntualmente il lavoro dell’allenatore calabrese, le cui capacità vengono rimesse con ingenerosa frequenza in discussione, a prescindere dalle difficoltà contingenti con cui deve misurarsi.

Ed è giusto non mettere in discussione l’allenatore, è giusto concedergli fiducia, ma sia lecito sottolineare alcuni aspetti che lasciano dei dubbi a cominciare da un modulo rigido con non aiuta la squadra quando si trova in difficoltà. Contro lo Spezia comunque, il Napoli è sceso in campo con una carica nervosa eccessiva che ha tolto lucidità alla manovra: una squadra che sembrava dover travolgere lo Spezia con una goleada ma che alla fine è stata sconfitta. Fosse entrato all’inizio il gol di Insigne, sarebbe stata forse una passeggiata, ma è proprio questo il grosso problema. La stessa partita, rigiocata con il gol iniziale, sarebbe finita 6-0: e questa è immaturità. Anche Gattuso sa bene di avere qualche colpa ma forse non ha bene individuato quale sia: insistere con il veleno che manca, forse non è la strada giusta, perché il Napoli o è depresso o esaltato. Nel primo caso è triste, lento e prevedibile; nel secondo vince con 4 gol di scarto o subisce la sconfitta.

 

Giornalista.

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